Lugnanesi vincenti. Le prime gareggiano a Giove.

Il giorno 21/02/2017 c’è stata una manifestazione sportiva che ha compreso tutte le classi prime della Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo di Attigliano-Guardea.

Alle 8,30 il pulmino ci ha portato fino a Giove dove siamo stati accolti nella palestra insieme alle classi degli altri plessi. Ci siamo confrontati in varie discipline: badminton, corsa campestre, vortex, staffetta e calcetto.

I due professori di educazione fisica che hanno organizzato l’evento “Muoviamoci insieme”, Stefano Di Fonzo e Carlo Buzzicotti, prima di cominciare ci hanno presentato i tre obiettivi della giornata:

1) Non escludere nessuno

2) Rispetto

3) Divertirsi

Nelle giorni precedenti, ogni classe aveva selezionato per ogni sport gli/le atleti/e più adatti/e alla disciplina in questione, facendo attenzione però a rispettare sempre il primo obiettivo  della giornata: infatti tutti hanno partecipato a qualcosa.

Noi Lugnanesi, ci siamo appassionati molto e abbiamo dato il massimo. Il tempo è passato molto velocemente e non ci siamo accorti che erano già le 12.30, l’orario previsto per i nostro ritorno.

Abbiamo vinto tutte le gare, un po’ in gruppo un po’ individualmente.

Nel 1° sport (badminton) non abbiamo giocato tutti, ma facendo il tifo ed esultando per i punti fatti ci siamo divertiti ugualmente. Nella nostra classe non si è qualificato nessun ragazzo, invece nel badminton femminile si è qualificata Lucrezia Catalani.

Nel 2° sport (corsa campestre) si è qualificato Francesco Piergiovanni (primo posto) e Samuele Migno (ottavo posto). Nella corsa femminile non si è qualificata nessuna.

Nel 3° sport (vortex) il primo classificato nella categoria maschile è stato Francesco Piergiovanni e nella categoria femminile sfortunatamente nessuna.

Nel 4° sport (staffetta) ha vinto tutta la classe. È stata bellissima anche perché il campo era quello da 11.

Nel 5° sport (calcetto) ovviamente ha vinto tutta la classe soprattutto grazie all’aiuto di Francesco.

Questo è stato il nostro ultimo sport e dopo (anche se eravamo gli ultimi) abbiamo preso il pulmino e siamo ritornati a scuola.

Durante le gare, in un modo nell’altro tutti si sono distinti o quantomeno hanno dato il loro contributo, a conferma che la forza è nel gruppo, più difficilmente nel singolo.

CI rivedremo alla giornata dello sport a fine anno!

 

la I D

 

 

 

 

 

 

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La mia pratica del nuoto

 

Sulla scia dei nostri talenti e interessi, il 16 dicembre Elisa ci ha parlato di come e quando pratica il nuoto.

Ha iniziato nove anni fa, a soli tre anni, perchè le piaceva l’acqua poi andando avanti per lei è diventata una vera e propria passione. Frequenta la piscina di Vitorchiano due volte a settimana per un’ora e un quarto a ogni lezione.

Elisa ci ha dettagliatamente descritto il suo allenamento, che è composto da tutti i quattro gli stili: delfino, dorso, rana e stile libero.

stile Delfino
stile Delfino
partenza Dorso
partenza Dorso

Il delfino è il più difficile perché c’è una complessa coordinazione gambe-braccia; il dorso è molto semplice ed è il primo che si impara perché la testa sta sempre fuori dall’acqua. La rana è uno stile in cui c’è sempre la coordinazione gambe-braccia, ma è meno faticoso; infine lo stile libero è il più slanciato perché ha la velocità più alta nella media. Quest’ultimo è senza dubbio il suo preferito.

stile Rana
stile Rana
Stile Libero
Stile Libero

Durante l’allenamento però gli istruttori chiedono ai nuotatori di eseguire stili composti, ad esempio farfalla, che sarebbe gambe rana e braccia delfino. Questo serve a potenziare di volta in volta gli arti inferiori o gli arti superiori. C’è poi un esercizio che si chiama non a caso “il suicidio”, il quale consiste nel fare otto vasche a stile libero al 90% della massima velocità, e alla fine e all’inizio di ogni vasca si esce per fare il tuffo di partenza.

tuffo di partenza
tuffo di partenza

Altre volte si eseguono gli addominali in acqua oppure si fa il riscaldamento con un cuscinetto e una tavoletta. Alla fine di ogni lezione in genere i nuotatori hanno completato ottanta vasche, vale a dire circa 2 Km.

Elisa non fa agonismo tuttavia partecipa ad alcune gare di beneficenza come quella dell’Avis, l’associazione dei volontari italiani donatori di sangue.

Da due anni lei si allena nel salvataggio con un manichino riempito di sabbia o con i compagni del suo corso, con l’obiettivo di prendere il brevetto di “bagnino”. Di solito come salvataggio si deve fare mezza vasca in stile libero a testa alta per non perdere di vista chi sta annegando, poi a metà vasca c’è il naufrago: qui si fa immersione, si passa sotto e lo si aggancia da dietro con la presa che si ritiene più adatta, o quella sotto le braccia oppure quella dalla testa con una presa dietro le orecchie.

A fine lezione, se avanza tempo e hanno lavorato bene, si fanno tuffi di partenza dal trampolino oppure tuffi sincronizzanti o tuffi acrobatici, come quello a “Peter Pan” in cui si parte dal trampolino, ci si dà una grande spinta in alto, si fa una rotazione con le braccia poi si cade in acqua a candela, cioè dritti dritti.

Infine ci ha parlato anche di alcuni record mondiali del nuoto, come il tuffo più alto del mondo di Laso Schaller, 57 metri da uno scoglio nella cascata di Maggia in Svizzera, o il miglior tempo in stile libero fatto dall’italiano Gregorio Paltrinieri, qualificatosi nel 2014 con l’oro nei 1500 metri stile con 14 minuti, 39 secondi e 93 millesimi. Dopo la sua esposizione Elisa ci ha mostrato le 13 medaglie vinte nei suoi 9 anni di nuoto e i suoi diplomi.

I racconti e le spiegazioni sono stati puntuali e piene di entusiasmo, è riuscita a trasmetterci le sue passioni e noi compagni le abbiamo fatto molte domande.

 

Elisa, Gioia, Niko