I NOSTRI BURATTINI CON I CALZINI

Nel mese di Febbraio,il martedì durante le ore di laboratorio, abbiamo realizzato dei burattini con i calzini.
Volete provare a farli anche voi?
Vi spieghiamo come abbiamo fatto.

MATERIALE OCCORRENTE:
Alcune paia di calzini
lana colorata
occhi finti
pennarelli
pezzetti di stoffa rosa e rossa
colla a caldo.

PROCEDIMENTO:
Con la lana abbiamo fatto i capelli,


li abbiamo incollati sui calzini

.
       

 

Con la stoffa abbiamo realizzato il naso e la bocca.

Abbiamo attaccato gli occhi,il naso e la bocca sul calzino con la colla a caldo.

 

Infine con i pennarelli abbiamo disegnato le ciglia e le sopracciglia.

   

 

Noi ci siamo divertiti un mondo a farli.

Ed ecco il risultato!

I bambini delle classi 2° e 3° della Scuola Primaria di Penna in Teverina

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GITA A FIRENZE

Lunedì 23 Maggio noi alunni e insegnanti della scuola primaria di Guardea siamo andati in gita. Tutti entusiasti, in una bella giornata di sole abbiamo preso il treno e insieme ai nostri insegnanti siamo partiti alla volta di Firenze!

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SI PARTE!

Appena arrivati alla stazione di Firenze purtroppo ci ha accolti una “bella” pioggia, ma non ci siamo persi d’animo e dopo un po’ è arrivato il sole…finalmente ci siamo potuti incamminare verso il centro alla scoperta della città!

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Mentre camminavamo abbiamo visto la cupola del Duomo che dall’alto spuntava tra i tetti, poco dopo eccola…siamo arrivati davanti alla basilica di Santa Maria del Fiore; Gli insegnanti ci hanno spiegato la storia e lo stile di questa chiesa. In stile gotico con larghe e semplici linee che furono proprie della Firenze del ‘300 con l’immensa cupola brunelleschiana decorata dall’affresco del giudizio universale di Giorgio Vasari. L’interno è strutturato su tre ampie navate divise da alte arcate ogivali si pilastri e con le vetrate sempre trecentesche raffiguranti in particolare l’immagine di Giotto. 

BASILICA DI SANTA MARIA DEL FIORE

Dopo una breve sosta ci siamo diretti verso piazza della Signoria dominata da Palazzo Vecchio, è il centro del potere politico e della vita civile della città dal 1300. Le fanno da sfondo le tre arcate di Loggia della Signoria. In questa piazza abbiamo potuto ammirare numerose statue e un’opera che ci ha colpiti molto :una grande tartaruga d’oro al centro della piazza!!

Proseguendo il cammino ci siamo diretti vero Ponte Vecchio: il più antico e celebre Ponte di Firenze, costruito nel 1435 da Neri di Fioravante. E’ formato da tre arcate e fiancheggiato da una doppia fila di botteghe, un tempo di mercanti, oggi soprattutto orafi…ci è piaciuto molto questo ponte che abbiamo soprannominato “ponte dell’ORO”!!!

Dopo esserci soffermati a Ponte Vecchio siamo tornati verso la stazione e dopo un bel pranzo al MC Donalds, stanchi ma felicissimi di aver visto una città così bella siamo tornati a casa!

LABORATORIO A SCUOLA

 

Nelle ore di religione abbiamo svolto una ricerca sul monachesimo che ci ha fatto conoscere l’erboristeria, cioè il modo in cui i monaci utilizzavano e lavoravano le erbe medicinali. Questo ci ha dato lo spunto per realizzare in classe un laboratorio di erboristeria . Abbiamo invitato a scuola la mamma di una nostra compagna di scuola che è farmacista , che ci ha insegnato a preparare  una crema antiarrossamento con un metodo artigianale. Nelle ore di tecnologia lo abbiamo scritto al computer.  Ecco le fasi del nostro lavoro.

 

IL MONACHESIMO

Con l’editto di Teodosio il cristianesimo diventa la religione dell’impero. Molti conoscendo il messaggio di Gesù si convertono,convinti,ma altri lo fanno per paura e per essere dalla parte dell’imperatore. Il cristianesimo,nel corso del tempo sembra allontanarsi dall’insegnamento di Gesù e degli apostoli. Di fronte a questa situazione, molti sentono il bisogno di vivere in solitudine per dedicarsi alla preghiera e alla predicazione, recuperando il giusto rapporto con Dio. C’è chi preferisce vivere isolato dal mondo in completa solitudine(eremita come S. Antonio Abate e S. Basilio) o chi vive in piccole comunità (cenobita come S. Pacomio ).Questi ultimi vengono chiamati MONACI e vivono insieme nei MONASTERI. Nasce così il monachesimo,che si sviluppa prima in Oriente , e nel secondo secolo più tardi in Occidente con S. Benedetto da Norcia.

 

San Pacomio

 San Pacomio  nacque nel 292 e morì nel 398. Si festeggia  il 9 Maggio. San Pacomio ha creato  la prima comunità cenobitica  in cui i monaci vivevano insieme e avevano i loro  possedimenti  in comune sotto la guida di un Abate.

 

Sant’Antonio Abate

Nacque a Coma in Egitto intorno al 251 morì nel 356  a 105 anni. Seppellito in un luogo segreto dai discepoli. Era un potente taumaturgo . Si festeggia il 17 Gennaio. E’ il patrono degli animali e degli agricoltori.  Sant’ Antonio è il fondatore del monachesimo in Oriente.

 

San Basilio

È nato intorno al 330 a Cesarea Turchia .Scrisse la prima regola per i monaci. Morì il 1 gennaio  del 379 a Cesarea, si festeggia il 2 gennaio. Basilio fece  costruire una cittadella della carità con locande, ospizi , ospedali e lebbrosari, chiamata Basiliade, questa fu la sua più grande opera  che gli valse il nome di Basilio Magno.

SAN BENEDETTO

Nacque il 2 marzo del 480 e è morto a Monte Cassino 21 marzo 547 d.c Si festeggia l’undici luglio.E’  il fondatore del monachesimo dell’ occidente Fu seppellito con la sua sorella Scolastica e’ il patrono dell’Europa nel 545 circa. La regola di San Benedetto si riassume in “ora et labora”che significa“prega e lavora”. San Benedetto fondò il suo primo Monastero a Monte Cassino formando un nuovo ordine di monaci benedettini mentre  sua sorella Scolastica fondò le suore benedettine. San Benedetto è il patrono d’Europa insieme a san Cirillo, san Metodio, santa Brigida di Svezia, santa Caterina da Siena e Edith Stein (si chiama Teresa Benedetta della croce.

 

 

UN GIORNO NEL MONASTERO

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I monaci prima dell’alba si radunano nella chiesa per pregare e cantare lodi al Signore.

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Poi dopo una semplice colazione, verso le ore 9 iniziano il lavoro. Le attività del monastero sono molteplici.

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A mezzogiorno si prega ancora. Poi tutti a tavola per il pranzo. Si mangia in silenzio, mentre un monaco legge alcune pagine della bibbia o della vita dei Santi.

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Sino alle 3 pomeridiane i monaci riposano nelle loro piccole celle.

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Subito dopo ogni monaco riprende il lavoro fino al tramonto del sole ;va poi in chiesa a ringraziare il Signore per il giorno trascorso. Infine una semplice cena al refettorio.

 

COME LAVORAVANO I MONACI

LABORATORIO DI ERBORISTERIA

  1. PIANTAVANO LE ERBE
  2. COLTIVAVANO LE PIANTE
  3. LE RACCOGLIEVANO E LE RAGGRUPPAVANO I MAZZETTI PER FARLE SECCARE
  4. LE PIANTE VENIVANO LASCIATE IN LOCALI DOVE SI DOVEVA TROVARE L’ARIA MA NON L’UMIDITA’
  5. LE SCHIACCIAVANO CON UNA MOLA DI PIETRA
  6. LE CONSERVAVANO IN BARATTOLI DI VETRO
  7. PRENDEVANO UNA PIANTA E LA METTEVANO NEL MORTAIO E LA PESTAVANO CON IL PESTELLO
  8. LO SCIROPPO SI FA CON L’ACQUA ,ZUCCHERO ,GLUCOSIO E ERBE CHE VENIVANO FILTRATE CON UNA GARZA

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LAVORANDO COME I MONACI

LABORATORIO DI ERBORISTERIA IN CLASSE CON L’AIUTO DI UN ESPERTO

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REALIZZAZIONE DI UNA CREMA : PASTA ALL’ACQUA

  1. ZINCO OSSIDO 25G
  2. TALCO 25 G
  3. GLICERINA 25G
  4. ACQUA DEPURATA25G
  5. NEL TOTALE 100G

 

ABBIAMO USATO IL TESTO PER  REALIZZARE MEDICINALI SCRITTO DAI MONACI , IL MANUALE SI CHIAMA: FARMACOPEA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

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Gli strumenti usati per realizzare la crema

 

 

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Gli ingredienti utilizzati

 

 

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Manuale della farmacopea italiana da dove abbiamo preso la ricetta per fare la crema

 

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Una bilancia storica che serviva per pesare le erbe

 

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Oggi per pesare le erbe viene usata la bilancia digitale

 

PROCEDIMENTO

Si mescolano talco e zinco , si aggiunge la glicerina e si amalgama pestando tutto con un mortaio.

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Mescolando si otteneva una crema non molto densa

 

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Abbiamo messo la crema in piccoli barattoli, vi abbiamo applicato un’etichetta dove abbiamo scritto la data di scadenza, ( marzo 2019) che ognuno ha portato a casa.

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Questa esperienza ci ha appassionato molto perché abbiamo conosciuto un periodo storico che ancora non conoscevamo e ci ha permesso di svolgere un’ attività pratica in laboratorio.

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Gli alunni delle classi 4° e 5°  della scuola Primaria di Penna.

La nostra classe a colori

La nostra classe a colori

La nostra classe è una classe a colori.

Infatti, in ogni scuola italiana, quando si arriva la mattina si dice buongiorno.

Da noi si può dire buonasdias come c’ha insegnato Jonathan oppure bonjours come dicono Emmanuela e Nathanael e Franco. se una mattina siamo particolarmente su di giri proviamo anche il polacco e azzardiamo un gindobre come ci ha insegnato Isabella.

e come dimenticare il saluto di Vittoria e Gloria in nigeriano ekkaro ma anche di Power che all’occorrenza, arrivando dalla Svezia ma parlando inglese, può anche dire good morning. 0infine, ma non per ultimo c’è Jasman che saluta con sasrical.

Tutto questo succede nei primi cinque minuti poi nella nostra terza c capita quello che si ripete in ogni scuola: inizia la lezione, e questo- sembrera’ strano -non e’ affatto monotono o poco divertente . chiediamo scusa di questo giudizio a tutti gli scolari del mondo ma le maestre, nonostante siano maestre ( la ripetizione è assolutamente voluta) sono simpatiche.

Il divertimento vero torna a merenda quando la nutella unisce tutti senza distinzione di razza o colore.oltre alla nutella ci piace molto giocare insieme nel cortile all’ora di ricreazione a nascondino, a rialzo, a guardie e ladri. non dovete però pensare che stare insieme cinque ore al giorno per cinque giorni a settimana, per 52 settimane sia una passeggiata, non ha nulla a che vedere con i colori ma solo con il carattere di ciascuno di noi.c’è infatti chi si diverte a fare i dispetti, chi non sopporta, chi dà fastidio, chi dà le spinte, oppure chi è allegro anche di lunedì mattina, quando fuori piove e manca ancora una settimana alla domenica.

La nostra fotografia è rappresentata da una parete della nostra classe su cui abbiamo disegnato tanti alberi di tutti i colori. quella parete rappresenta un bosco arcobaleno, quegli alberi siamo noi. le radici affondano nella stessa terra ma le chiome con i loro diversi colori rappresentano tanti pensieri, Tante idee e soprattutto tanti modi diversi di vivere. in alto una colomba che è il simbolo della pace. quel bosco arcobaleno vuol dire che anche se siamo diversi prendiamo tutti cibo dalla stessa terra e cerchiamo tutti la stessa pace. quel bosco siamo noi, i ragazzi della IIIE (citazione dettata dallee maestre che per età ricordano un famoso telefilm. non siamo responsabili di questa citazione ci limitiamo solo a riportarla).

Bambini in cucina, mamme in classe

Domenica 7 Febbraio nella scuola primaria di Guardea si è svolto il progetto di educazione alimentare “bambini in cucina mamme in classe”; progetto rivolto ai bambini da 5 ai 12 anni promosso da Fondazione Veronesi, delegazione di Terni e provincia di Terni con il contributo della fondazione Carit. L’obiettivo è stato quello di far conoscere ai più piccoli l’importanza di una giusta alimentazione per la prevenzione dell’obesità e le malattie che troppo spesso ne conseguono.

Un argomento importante e impegnativo che, troppo spesso, è stato sottratto alla competenza di medici e scienziati e trasformato in chiacchiere senza l’autorevolezza necessaria. Si tratta di un tema attualissimo che coinvolge gli stili di vita personali, le mode, e che quindi ha implicazioni sociali che consentono a tutti di parlarne con la massima libertà. Ma tutto questo non deve accadere a discapito della correttezza medico-scientifica che offre risposte dettate solo dai risultati raggiunti in anni di approfondite ricerche e dalle conoscenze ottenute nel laborioso corso naturale del progresso delle scienze. Sull’alimentazione, quindi, non si scherza. Come fonte principale di vita per ciascun essere umano, necessita equilibri che superano qualsiasi moda e che è necessario perseguire con la massima attenzione e costanza perché tutto ciò di cui ci nutriamo diventi alleato del nostro benessere. Il nostro obiettivo è, come sempre, essere d’aiuto prima di tutto a chi ha le idee meno chiare e di incoraggiamento a chi ha attuato scelte personali a favore della propria salute”

Umberto Veronesi

Il progetto ha visto il coinvolgimento di 107 bambini, suddivisi in quattro  gruppi con turnazione oraria differenziata.

I bambini sono stati protagonisti della giornata, è stato dato loro un cappellino e un grembiulino personalizzati con il loro nome e affiancati da uno chef hanno realizzato dolci sani e golosi. Si sono molto divertiti, hanno mostrato entusiasmo e voglia di fare.

Allo stesso tempo i genitori in un’aula adiacente sono “tornati sui banchi” di scuola per seguire una lezione a cura di un’esperta nutrizionista che ha illustrato loro le basi della corretta alimentazione nei bambini.

E’ stata una bellissima esperienza!!

Visita al laboratorio Miooro

Visita al laboratorio Miooro

Giovedì 29 ottobre 2015 ci siamo recati a visitare il laboratorio artigianale orafo. Il motivo che ci ha spinto ad effettuare la visita è stato l’argomento relativo alla scoperta del vetro da parte dei Fenici che stiamo studiando in storia. Il laboratorio si trova nella piazza del paese di Attigliano ed è gestito dal papà di Simone. Laboratorio orafo Moneta romanaAppena siamo entrati il signor Mioni ci ha mostrato diverse pietre di diverso valore e alcuni minerali spiegandoci le loro origini e caratteristiche. Siamo rimasti sbalorditi dalla bellezza delle pietre che con i loro colori brillanti sembravano caramelle e, tra tutte, ci sono rimaste più impresse l’opale, una pietra che riflette i colori dell arcobaleno; l’acquamarina di colore azzurro che solitamente ha una forma a goccia; lo smeraldo di colore verde che è la pietra più fragile del mondo; infine abbiamo osservato un meraviglioso diamante, la pietra più dura e resistente del mondo, che si può tagliare solo con un altro diamante.

Poi il signor Mario ci ha mostrato diversi metalli come il platino che è più prezioso dell’oro perché è il più difficile da trovare, di un colore simile all’argento; il palladio, meno prezioso e resistente del platino; l’oro che è il metallo più facile da lavorare. La cosa che ci ha interessato particolarmente è che il valore di questo metallo varia ogni giorno secondo le quotazioni.

In seguito ci ha mostrato il suo angolo di lavoro dove realizza oggetti preziosi.

laboratorio orafo stampo finito

Ci ha fatto quindi vedere come realizzare un anello d’argento.

Inizialmente ha preso un osso di seppia e l’ha tagliato precisamente a metà con un seghetto sottile.

Ha preso un anello d’argento e poi la sua impronta nell’osso di seppia.

Ha fuso poi un po’ di argento con la fiamma ossidrica e l’ha versato sull’impronta.

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Ha aspettato un po’ per farlo raffreddare per poi  togliere l’anello dall’osso di seppia.

Infine l’ha levigato e… meraviglia delle meraviglie ecco l’anello.

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Per renderlo più prezioso il signor Mario ha incastonato sul gioiello un piccolo diamante. Siamo rimasti tutti stupiti dal magnifico risultato ottenuto.

Il signor Mioni, prima di andare via, ci ha mostrato una piccola bilancia svizzera, molto precisa che viene usata per pesare minuti oggetti preziosi.

Ci ha detto che lui svolge questa attività da più di 20 anni, gli piace molto il suo lavoro e lo fa con passione.

Siamo andati via contenti di aver visto realmente come si realizza un oggetto prezioso.

Classe V Primaria di Attigliano

Ipresepe vivente dei bambini di Penna

 

Finalmente riusciamo a pubblicare l’articolo sulla nostra Manifestazione Natalizia. La stesura è stata lunga e il lavoro di selezione  delle immagini è stato  piuttosto difficile perché avevamo tante foto da scegliere. Alla fine , per far capire a tutti il nostro lavoro, le abbiamo inserite quasi tutte!! Speriamo vi piacciano e la visione non vi annoi troppo, noi ci siamo divertiti molto!!!

 

Nel mese di novembre a noi bambini della Scuola Primaria di Penna è venuta l’idea di realizzare un presepe vivente. Così il 21 dicembre, nella nostra Manifestazione Natalizia lo abbiamo messo in scena nelle vie del centro storico del paese. Abbiamo rappresentato tutti  i personaggi principali, vestiti con costumi tipici dell’ epoca di Gesù che sono stati confezionati dalle nostre mamme, nonne e da alcune signore di Penna.

Ecco le immagini che descrivono il nostro PRESEPE VIVENTE

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L’ ambientazione del nostro presepe: piazza S. Valentino e le vie del centro storico

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I personaggi prendono posto

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La magia del presepe ha inizio:i narratori presentano le scene

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L’Annunciazione dell’ Angelo a Maria

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Le donne che prendono l’acqua alla fontana

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Le  lavandaie

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Il fornaio  e gli assistenti _DSC4460

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Maria e Giuseppe arrivano a Betlemme……..

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……….chiedono un po’ di pane…_DSC4458

 

Preparazione del pane

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Le donne che filano

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Maria e Giuseppe chiedono una coperta

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Gli albergatori al lavoro

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Maria e Giuseppe chiedono ospitalità negli alberghi

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Nel primo albergo non c’è posto….._DSC4465

 

…secondo tentativo fallito!!! _DSC4471

 

Terzo tentativo…..ancora nulla…._DSC4472

 

Fallimento totale!!! Non c’è proprio posto!!_DSC4474

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Il calzolaio e il falegname DSC_0007

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Parlano di Maria e Giuseppe

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Il calzolaio al lavoro

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Il falegname al lavoro…_DSC4482DSC_0009 DSC_0058

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Una donna indica la grotta a Maria e a Giuseppe

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Maria e Giuseppe si avviano verso la grotta  _DSC4484  DSC_0074 DSC_0075

Giuseppe accende un fuoco per scaldarsi

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E’ nato Gesù!!

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L’Angelo annuncia la nascita di Gesù ai pastori

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I pastori ascoltano l’annuncio dell’Angelo…………..

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……………..e  si avviano verso la grotta   DSC_0092

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Finalmente arrivano alla grotta!!

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Tutti adorano il Bambino Gesù………….

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………e gli portano i loro doni    DSC_0101 DSC_0103  DSC_0108 DSC_0110 DSC_0113 DSC_0114 DSC_0115

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Arrivano i Re Magi                       DSC_0135

 

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e portano i loro doni

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“Sia gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”

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Concludiamo con dei canti natalizi

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A sorpresa i genitori hanno cantato con noi e ci hanno fatto felici

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Lancio finale dei cappelli!!!!

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Ringraziamenti e saluti al pubblico presente intervenuto numeroso

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Sorpresa finale con Babbo Natale!!!

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BACK STAGE…..

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L’idea di fare un Presepe vivente è stata fantastica.

Ci piacerebbe ripeterla perché è stata un’esperienza favolosa ed è piaciuta alla gente che l’ha visto.

Gli alunni della Scuola Primaria di Penna