Mostro e Lowlow: i nostri idoli

I MIEI IDOLI: MOSTRO E LOWLOW

mostro e lowlow

In 2 A si parla ancora di rapper italiani, e oggi il nostro compagno Michele ci ha fatto conoscere Mostro e Lowlow.

Il vero nome di Mostro è Giorgio Ferrario, nato a Roma il 16/07/92.

Il vero nome di Lowlow è Giulio Elia Sabatiello, nato a Roma il 04/09/93.

Loro cantano sia come solisti sia in coppia.

I due cantanti fanno parte di una casa discografica di nome Honiro Label (di cui abbiamo già parlato con Mattia in un altro articolo) che promuove anche altri due rapper chiamati Briga (Mattia Bellegrandi) e Sercho (Valerio Apa).

Sercho
Sercho
Briga
Briga

 

 

 

 

 

Mostro fino a ora ha fatto due album intitolati Scusate per il sangue (insieme a Low Low) e La nave fantasma, Low Low invece ha scritto anche Per sempre, insieme a Sercho.

la nave fantasma

scusate-per-il-sangue-

 

 

 

Di come i rapper fanno musica, improvvisano e si promuovono si è già detto, Michele invece ha voluto soffermarsi di più sui contenuti dei loro testi.

Una delle caratteristiche principali dei giovani rapper italiani, motivo forse per cui le canzoni hanno una così forte presa sulle personalità degli adolescenti, è una certa tendenza a sottovalutarsi e a negare o rifiutare il successo.

In una canzone di Mostro da solista, Poco prima dello schianto,-mostro-poco-prima-dello-schianto- lui parla di se stesso che diventa famoso per poi precipitare in basso, ma poco prima dello schianto le ali si apriranno e lui tornerà a salire. Lo stesso tema lo troviamo in un’altra canzone che Mostro canta insieme a Lowlow, Supereroi falliti, supereroi fallitinella quale i due cantautori dichiarano che come supereroi non valgono niente, e che in un certo senso sono condannati alla solitudine: “Non eravamo due metà ma due persone piene, per questo incompatibili di stare insieme”.

 

Un altro esempio: Mostro e Lowlow, insieme a Briga e Sercho, hanno scritto una canzone intitolata Honiro Platinium Track honiro platinumche tratta del significato del rap secondo loro; sono fieri della musica che fanno ma soprattutto sono fieri di sentirsi fuori dai circuiti commerciali. Citiamo un verso della canzone:

Fuori dalle norme, vogliono me, cercano rogne
nel rap io sono come un alligatore nelle fogne
sto sempre solo, rimango il re dei falliti
”.

 

La rabbia, il dolore, il sacrificio e l’orgoglio di provare tutto questo, sicuramente fanno scattare in tanti giovani un meccanismo di identificazione e di riconoscimento. E allora tutti imparano i testi e li cantano insieme a loro:

Ho pianto e urlato ho perso gli occhi e il fiato” .

lowlow frase

Continuate a cantare, fatelo anche per noi.

 

Michele Mennuni, Mattia Battaglia

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I nostri rapper

Mercoledì 29 novembre il nostro compagno Mattia ci ha raccontato della sua passione per i giovani rapper italiani, in particolare dei rapper romani Gemitaiz, Madman, Noyz Narcos, Mostro e Canesecco, molto ascoltati da un pubblico anche di giovanissimi.

Gemitaiz
Gemitaiz

Alcune loro canzoni come “Bene” (Gemitaiz), “M come Madman” (Madman), “Zoo de Roma” (Noyz Narcos), “Trema la terra” (Mostro), “S.P.Q.R.” (Canesecco) sono diventate dei veri e propri inni per i ragazzi e le ragazze.

Il rap è nato in America, soprattutto a New York, verso la fine degli anni ’60 e inizialmente veniva chiamato hip hop. Era la musica delle gang, della gente di strada che usava questo modo di cantare per sfogare la rabbia di una vita difficile, spesso ai margini della società.images

La sua diffusione è andata sempre crescendo, e adesso anche in Italia abbiamo i nostri rapper e un grande pubblico che li segue.

I rapper per pubblicare i loro dischi si appoggiano a case discografiche. I manager di queste case si recano agli incontri di free style dove i cantanti si sfidano, due alla volta, improvvisando rime l’uno contro l’altro. I più bravi vengono scelti dai produttori, che fanno firmare loro un contratto e poi registrano i pezzi.

gara di freestyle
gara di freestyle

La passione per il rap sta dilagando tra ragazzi, anche molto giovani; c’è qualcosa in questi testi “arrabbiati” che suscita una forte attrazione, ma è anche la musica, il ritmo, la sonorità ripetitiva che trascina e coinvolge.

Alla domanda specifica, Mattia risponde e ci spiega: “Quando io sento la musica il cuore mi inizia a battere più forte, mi chiudo in me stesso e sento tutta la musica: il sottofondo, il dj, le casse, il coro. A me piace il rap perché quando lo ascolto sento tutto professorè, il rap è passione, non è solo parolacce”.

Poi ci fa ascoltare alcuni pezzi sui video di youtube, che la maggior parte della classe un po’ già conosceva.

Eccone uno qui, per chi è un appassionato, per chi non li conosce, per chi vuole condividere con noi 5 minuti del suo tempo.

Buon ascolto!

Mattia, Gioia, Michele, Mariadele