Gita al frantoio con bruschetta

Venerdì 13 Novembre siamo andati al frantoio con tutta la scuola per vedere la lavorazione delle olive e come esse si trasformano in olio. Siamo andati a piedi attraverso un sentiero di campagna completamente circondati dalla natura. Era una giornata bellissima, il sole era luminoso e splendente, i suoi raggi penetravano tra le foglie trafiggendo il bosco come frecce.  L’aria fresca e frizzante, le foglie marroni  e marcite cadute   sul sentiero,  a tratti fangoso e quelle che iniziavano ad ingiallirsi sui rami, ci facevano  chiaramente capire che l’autunno si era ormai impadronito del bosco. Le nostre grida festose e il vociare continuo rompevano il silenzio dei luoghi attraversati impedendoci di ascoltare le voci della natura; solo a tratti si udivano il fruscio delle foglie tra i rami e il crepitio dei nostri passi sui ciottoli o sulle ghiande cadute

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Giunti alla  fine della strada di campagna , proprio nel punto in cui essa incontra la strada asfaltata che porta ad Orte, un altro paesaggio si presentava ai nostri occhi: eravamo completamente immersi nella nebbia! Non più colori intorno a noi ma solo grigio, grigio l’asfalto, grigia l’aria che ci circondava e perfino gli ulivi nel campo,  che si intravedevano al di là della strada, si abbinavano benissimo a questa atmosfera con le loro foglie grigio argento.

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Ed ecco, alla fine , spuntare in mezzo a questa  atmosfera, a tratti fiabesca, il nostro frantoio.

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Arrivati a destinazione, gli addetti alla lavorazione delle olive ci hanno accolto nella sala dove vengono depositate, pesate e registrate  le cassette con le olive, in attesa di essere macinate.

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Appena entrati abbiamo subito avvertito uno strano odore, forte e acuto che abbiamo scoperto essere quello tipico delle olive. Infatti eravamo completamente circondati da cassette colme di olive verdi e nere.IMG_3086 IMG_3074

Cristian, l’addetto alle macchine, ha rovesciato delle cassette nel grosso imbuto della “macchina deramifogliatrice”  che subito si è messa in azione soffiando via le foglie e mandando le olive  in un tubo collegato con il piano inferiore. IMG_3084

Vista questa prima fase , nel rumore assordante della macchina che lavorava, siamo scesi al piano di sotto dove iniziava la lavorazione vera e propria. Qui il rumore si faceva ancora più forte e fastidioso perché le macchine in funzione erano tante: c’era innanzitutto la “mola”, formata da due enormi ruote di cemento che giravano in un grosso contenitore, che schiacciava le olive riducendole in poltiglia; poi l’impasto passava nella “gramola” che lo amalgamava per bene facendolo assomigliare quasi ad una marmellata, successivamente esso veniva spalmato su dei dischi di corda chiamati “fiscoli” i quali, imbottiti come un panino con questa pasta, venivano messi uno sopra l’altro dalla “macchina impilatrice”   a formare una specie di torre gigante. IMG_3088   IMG_3090  IMG_3093

Quando la “torta a ripiani” formata di “fiscoli – panini imbottiti” di pasta di olive era pronta, gli operai la mettevano nella “pressa” dove l’impasto veniva spremuto.

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Il liquido che usciva andava in una vasca sotto il pavimento e da lì raggiungeva un altro macchinario: “il separatore” che,  come in una centrifuga, separava  l’acqua, che era di un colore molto scuro, dall’olio, che invece usciva dalla parte opposta ed era di un colore verde brillante.

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Ecco, finalmente il ciclo di lavorazione  era finito, le nostre olive si erano trasformate in un olio fresco, denso, verde e profumato che veniva messo in contenitori di acciaio in attesa di essere ritirato dai rispettivi proprietari. IMG_3097

Immersi in questi odori e rumori   e camminando su un pavimento a tratti reso scivoloso dalle sostanze grasse della lavorazione, siamo usciti all’aperto. Nel frattempo la nebbia si era dileguata lasciando nuovamente il posto  al sole. Non restava che assaggiare questa delizia, infatti Viola,  la mamma di Monika, insieme ad Amintore , il responsabile del frantoio, ci avevano preparato una bellissima sorpresa: una fragrante  e deliziosa bruschetta con l’olio appena spremuto.

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Tutti facevamo a gara per assaggiarla ma tanto ce n’era abbastanza . Con il sapore di olio fresco in bocca abbiamo atteso l’arrivo dei nostri genitori giocando, facendo foto e disegni su quello che avevamo visto.

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Questa visita è stata un’esperienza molto bella ,divertente, interessante e utile perché abbiamo fatto scuola in modo diverso, siamo stati a contatto con la natura, abbiamo  conosciuto  cose nuove  e abbiamo capito come  viene prodotto l’olio di oliva in modo del tutto semplice e naturale.

Testo elaborato collettivamente dagli alunni delle classi 4° e 5° della Scuola Primaria di Penna.

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