Incontro con Luca Leone su Srebrenica

Martedì 27 ottobre alle 9:00 siamo andati al castello di Alviano per incontrare il giornalista Luca Leone, che ci ha raccontato la sua esperienza durante la guerra di Srebrenica.

Il giornalista Luca Leone
Il giornalista Luca Leone

All’inizio il preside ha fatto una breve introduzione, con la quale ci ha presentato Luca Leone, e ci ha detto di cosa avrebbe parlato. Quando il preside ha finito di parlare, ha dato la parola a questo giornalista che ci ha illustrato attraverso varie immagini, ma anche a parole, la guerra che si è svolta dal 1991 al 1995 (quindi parliamo di 20 anni fa) tra due paesi dell’Ex Iugoslavia, cioè la Bosnia Erzegovina e la Serbia.

Leone ha incominciato dicendo che i comandanti principali furono Milosevic, che arrivò al potere in Serbia nel 1989, e il generale Ratko Mladic che, con i suoi assassini, prese Srebrenica. Quel 12 luglio cominciarono le torture, i rastrellamenti e le mattanze.

Le donne furono separate dagli uomini e venivano sottoposte a stupri da parte dei paramilitari e dagli ufficiali solo per divertirsi. Leone è stato molto chiaro sulle torture e ci ha fatto un esempio che ci ha lasciato a bocca aperta … : tutti comandanti tenevano nel taschino della divisa dei cucchiai con i bordi affilati con i quali cavavano gli occhi alle persone. Con questo esempio ci ha dimostrato quanto potessero essere pesanti le torture. Inoltre, ci ha detto che i caschi blu olandesi aprirono le porte del “campo und”, cioè la loro base operativa. Erano lì perché erano stati mandati dall’Onu (Francia, Gran Bretagna, Cina, Russia e Stati Uniti). Finita la spiegazione alcuni di noi hanno fatto domande per approfondire alcuni punti di questa guerra.

Per concludere Leone ci ha fatto vedere un video dove una ballerina girovagava per Srebrenica per rivivere quei momenti di grande umiliazione, perché quella di Srebrenica è la storia di un’umiliazione, e poco importa se sia stata l’ Onu a essere umiliata da Mladic. Quello che conta è che Srebrenica è stata tradita dal mondo. Ringraziamo Luca Leone per averci aperto gli occhi su un fatto accaduto veramente poco tempo fa.

Cerimoniale in memoria del ventesimo anniversario della strage.
Cerimoniale in memoria del ventesimo anniversario della strage.

 

Articolo della IIIC, SS1 di Attigliano

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Il genocidio di Srebrenica

Il giorno 27 ottobre 2015 dalle ore 9:00 alle ore 12:15 noi ragazzi della II e della III C di Attigliano, insieme ad altre classi degli altri plessi dell’Istituto, siamo andati al castello d’Alviano per assistere ad una conferenza sulla strage di Srebrenica tenuta dal giornalista Luca Leone.

Il reporter ha fatto un rapido excursus sulle cause della guerra jugoslava e poi si è dedicato alla spiegazione del conflitto serbo-bosbiaco. Nel 1992, dopo che la Bosnia-Erzegovina dichiarò la sua indipendenza dalla Serbia, iniziarono le stragi e le rappresaglie da parte delle formazioni dei paramilitari serbi e croati sulle minoranze etniche musulmane. Tra i vari episodi di violenza e barbarie, si è parlato diffusamente del genocidio di Srebrenica.

I luoghi del conflitto
I luoghi del conflitto

In questa cittadina l’11 Luglio 1995 vennero catturati ed uccisi oltre 10 mila uomini fra i 12 e 76 anni. Le vittime furono cittadini bosniaci musulmani, assediati da oltre tre anni dalle forze serbo-bosniache agli ordini di Ratko Mladic. Tutto ciò è avvenuto nonostante ci fosse la presenza di 400 caschi blu dell’ONU, che non sono intervenuti nella difesa della popolazione. Ancora oggi non sono stati recuperati e identificati tutti i corpi, dal momento che ogni tanto vengono scoperte nuove fosse comuni. Ci hanno colpito alcuni episodi particolari di questo massacro, come il fatto che i caschi blu dell’ONU riuscirono a portare in salvo solo 5 mila persone, rinchiudendole in un ex complesso industriale, ma senza motivo lasciarono fuori 3 mila persone che non sopravvissero. Altri fatti cruenti furono le violenze sulle donne e la strage di bambini. Alla conclusione dell’episodio alcuni nostri compagni hanno posto dei quesiti al giornalista su come fosse la vita quotidiana dei ragazzi in quel periodo e sul motivo per cui ancora oggi la maggior parte dei responsabili non sia stata ancora punita.

Infine abbiamo visto un filmato che mostrava i danni provocati dalla guerra sulle abitazioni e le immagini riguardanti i generali maggior protagonisti questo genocidio.

Conoscere questo episodio e poter parlare con una persona che ha visto con i propri occhi questa violenza ci ha fatto meditare sull’importanza della pace e della diplomazia per evitare di ricorrere alla forza bruta, e sulla necessità di essere sempre informati ed istruiti sulle vicende che si svolgono quotidianamente nel mondo.

Numero delgi uomni e ragazzi uccisi nella strage.
Numero degli uomini e dei ragazzi uccisi nella strage.

Articolo della IIC, SS1 di Attigliano