Gita a Siena

 

 

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Noi ragazzi della scuola di Lugnano il 10 marzo scorso siamo andati a Siena tutti insieme. È stata una bella gita soprattutto perché il percorso è stato studiato apposta per evitare le barriere architettoniche. In questo modo è potuta venire con noi la nostra compagna di classe e amica disabile Alessia.Abbiamo visitato la città e molti monumenti famosi, come piazza del Campo e la Chiesa di Santa Caterina, ma vorremmo parlare in particolare della visita dell’Orto Botanico che ha dato a noi e ad Alessia la possibilità di scoprire numerose specie di piante erbacee e arboree.

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Quello che ci ha impressionato maggiormente è la meravigliosa collezione di piante grasse conservata all’interno della serra dell’Orto Botanico dove abbiamo potuto vedere un’ampia collezione di piante indigene ed esotiche, riconoscibili grazie ad appositi cartellini che ne riportano nome scientifico e botanico.

Francesca, Agnese, Valeria – Classe 3D Lugnano

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Gita al frantoio con bruschetta

Venerdì 13 Novembre siamo andati al frantoio con tutta la scuola per vedere la lavorazione delle olive e come esse si trasformano in olio. Siamo andati a piedi attraverso un sentiero di campagna completamente circondati dalla natura. Era una giornata bellissima, il sole era luminoso e splendente, i suoi raggi penetravano tra le foglie trafiggendo il bosco come frecce.  L’aria fresca e frizzante, le foglie marroni  e marcite cadute   sul sentiero,  a tratti fangoso e quelle che iniziavano ad ingiallirsi sui rami, ci facevano  chiaramente capire che l’autunno si era ormai impadronito del bosco. Le nostre grida festose e il vociare continuo rompevano il silenzio dei luoghi attraversati impedendoci di ascoltare le voci della natura; solo a tratti si udivano il fruscio delle foglie tra i rami e il crepitio dei nostri passi sui ciottoli o sulle ghiande cadute

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Giunti alla  fine della strada di campagna , proprio nel punto in cui essa incontra la strada asfaltata che porta ad Orte, un altro paesaggio si presentava ai nostri occhi: eravamo completamente immersi nella nebbia! Non più colori intorno a noi ma solo grigio, grigio l’asfalto, grigia l’aria che ci circondava e perfino gli ulivi nel campo,  che si intravedevano al di là della strada, si abbinavano benissimo a questa atmosfera con le loro foglie grigio argento.

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Ed ecco, alla fine , spuntare in mezzo a questa  atmosfera, a tratti fiabesca, il nostro frantoio.

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Arrivati a destinazione, gli addetti alla lavorazione delle olive ci hanno accolto nella sala dove vengono depositate, pesate e registrate  le cassette con le olive, in attesa di essere macinate.

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Appena entrati abbiamo subito avvertito uno strano odore, forte e acuto che abbiamo scoperto essere quello tipico delle olive. Infatti eravamo completamente circondati da cassette colme di olive verdi e nere.IMG_3086 IMG_3074

Cristian, l’addetto alle macchine, ha rovesciato delle cassette nel grosso imbuto della “macchina deramifogliatrice”  che subito si è messa in azione soffiando via le foglie e mandando le olive  in un tubo collegato con il piano inferiore. IMG_3084

Vista questa prima fase , nel rumore assordante della macchina che lavorava, siamo scesi al piano di sotto dove iniziava la lavorazione vera e propria. Qui il rumore si faceva ancora più forte e fastidioso perché le macchine in funzione erano tante: c’era innanzitutto la “mola”, formata da due enormi ruote di cemento che giravano in un grosso contenitore, che schiacciava le olive riducendole in poltiglia; poi l’impasto passava nella “gramola” che lo amalgamava per bene facendolo assomigliare quasi ad una marmellata, successivamente esso veniva spalmato su dei dischi di corda chiamati “fiscoli” i quali, imbottiti come un panino con questa pasta, venivano messi uno sopra l’altro dalla “macchina impilatrice”   a formare una specie di torre gigante. IMG_3088   IMG_3090  IMG_3093

Quando la “torta a ripiani” formata di “fiscoli – panini imbottiti” di pasta di olive era pronta, gli operai la mettevano nella “pressa” dove l’impasto veniva spremuto.

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Il liquido che usciva andava in una vasca sotto il pavimento e da lì raggiungeva un altro macchinario: “il separatore” che,  come in una centrifuga, separava  l’acqua, che era di un colore molto scuro, dall’olio, che invece usciva dalla parte opposta ed era di un colore verde brillante.

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Ecco, finalmente il ciclo di lavorazione  era finito, le nostre olive si erano trasformate in un olio fresco, denso, verde e profumato che veniva messo in contenitori di acciaio in attesa di essere ritirato dai rispettivi proprietari. IMG_3097

Immersi in questi odori e rumori   e camminando su un pavimento a tratti reso scivoloso dalle sostanze grasse della lavorazione, siamo usciti all’aperto. Nel frattempo la nebbia si era dileguata lasciando nuovamente il posto  al sole. Non restava che assaggiare questa delizia, infatti Viola,  la mamma di Monika, insieme ad Amintore , il responsabile del frantoio, ci avevano preparato una bellissima sorpresa: una fragrante  e deliziosa bruschetta con l’olio appena spremuto.

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Tutti facevamo a gara per assaggiarla ma tanto ce n’era abbastanza . Con il sapore di olio fresco in bocca abbiamo atteso l’arrivo dei nostri genitori giocando, facendo foto e disegni su quello che avevamo visto.

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Questa visita è stata un’esperienza molto bella ,divertente, interessante e utile perché abbiamo fatto scuola in modo diverso, siamo stati a contatto con la natura, abbiamo  conosciuto  cose nuove  e abbiamo capito come  viene prodotto l’olio di oliva in modo del tutto semplice e naturale.

Testo elaborato collettivamente dagli alunni delle classi 4° e 5° della Scuola Primaria di Penna.

Incontrare il barocco guidati da Caravaggio

Quest’anno all’inizio della scuola la maestra è arrivata in classe dicendoci che avremmo conosciuto un nuovo artista: Caravaggio. Abbiamo saputo che insieme a tutte le altre classi saremmo andati in gita a Roma a visitare la galleria Borghese. Prima di andare a Roma abbiamo fatto tante attività in classe.  Un giorno le maestre ci hanno divisi in gruppi formati da bambini di classi diverse. Ad ogni gruppo è stato dato un quadro, insieme lo abbiamo osservato e abbiamo disegnato il particolare che ci ha colpiti di più. I quadri erano: Il Giovane con il canestro di frutta, il Bacchino malato, La madonna dei palafrenieri e Davide e Golia. Poi abbiamo incontrato il papà di Tommaso Fontana, che di lavoro fa l’archeologo, che ci ha raccontato tante cose sulla storia di Piazza Navona. Ci ha parlato della fontana dei Quattro fiumi, della fontana del Moro e di quella di Nettuno. Un martedì pomeriggio è venuta a scuola Monica, la mamma di Jasmine, che è un’esperta d’arte e ci ha raccontato tante cose sui quadri di Caravaggio.  A questo punto eravamo pronti per andare a Roma!

La galleria borghese, così appassionante da rimanere a bocca aperta
Arrivati a Roma siamo subito entrati all’interno di Villa Borghese. Fatta la fila è iniziato il nostro viaggio nella Galleria. Eravamo molto stupiti da quanto grande era la prima sala, da quanto era appassionante così colorata e ricca di particolari, insomma siamo rimasti a bocca aperta.
Per prima cosa abbiamo ammirato la statua di Paolina Bonaparte che la rappresentava distesa su un letto con l’aria molto pensierosa. Poi abbiamo visto la statua di Apollo e Dafne, che ci racconta il momento in cui Apollo, che era innamorato di Dafne, la rincorre per i boschi. Dafne chiede aiuto alla Luna che la trasforma in un albero di alloro. In un’altra stanza abbiamo riconosciuto Davide che con la fionda stava per colpire Golia.  Poi abbiamo visto la statua del Ratto di Proserpina, che è bellissima.  Ci ha colpiti vedere le lacrime di Proserpina che sembravano vere e la mano di Ade che la afferra con forza. Quando siamo entrati nella stanza di Caravaggio eravamo molto emozionati perché c’erano i quadri che avevamo osservato a scuola. C’erano tutti e ognuno di noi si dirigeva verso quello che aveva conosciuto e disegnato.

Ho capito barocco vuol dire un po’ troppo!
Finalmente a Piazza Navona siamo rimasti sconvolti alla vista di quella galassia di persone. In confronto alla grandezza della piazza ci sentivamo dei moscerini, la Fontana dei Quattro fiumi ci ha fatto venire le vertigini e le statue a guardarle sembravano prendere vita. Dopo una lunga osservazione della fontana siamo andati a visitare la Chiesa di Sant’Agnese. La cappella sembrava un’esplosione di colori, tanto che Jenny ha detto che forse la parola barocco vuol dire “un po’ troppo”, come un testo pieno pieno di aggettivi. Abbiamo anche conosciuto diversi artisti di strada,  c’era chi dipingeva con le bombolette , c’erano dei trasformisti e dei musicisti che suonavano degli strumenti molto particolari.

La parte più divertente e più segreta della gita: il viaggio stratoscopico  in pulman
E’ arrivato il momento di ritornare verso Giove. Tutti sul pulman, ognuno al proprio posto chi chiacchierava con il compagno di viaggio, chi giocava alle carte UNO. Qualcuno dormiva, quando improvvisamente l’autista ha acceso lo stereo e ha messo la musica a palla!!! Ci siamo messi tutti a ballare e ci siamo divertiti da matti. Poi sfortunatamente siamo arrivati a Giove ed è finita la nostra bellissima gita.

La classe quinta della S.P. di Giove