Oggi parlo io: merende a scuola

“Oggi parlo io”: questo il titolo che abbiamo scelto per un progetto in via di sperimentazione che la classe 2°A della Secondaria di Giove sta portando avanti in collaborazione con le professoresse Contaldi e Bombara.

In un’ottica di condivisione della conoscenza, e perché no anche della didattica, e riflettendo sulla sproporzione in classe tra lo spazio di parola dei docenti e quello degli alunni, abbiamo proposto che un giorno a settimana, nell’ora di italiano, gli alunni a turno avessero la possibilità di sedersi in cattedra e presentare al resto della classe un argomento a scelta, con dibattito a seguire. L’alunno di turno dovrà preparare a casa non solo i contenuti da esporre, ma anche le modalità, tenendo conto del pubblico a cui si rivolge e organizzando una scaletta con tempi previsti e uso di materiali vari se previsti (ad esempio video, fotografie, file audio, mappe, articoli, oggetti ecc..). Totale libertà e supporto dell’insegnante, se richiesto, anche solo sotto forma di consigli…

La proposta ha avuto immediata adesione, abbiamo stabilito un calendario, scritto i titoli e dato inizio ai lavori.

Col tempo i ragazzi acquisiscono sicurezza e capacità di parlare in pubblico, sperimentano innovazioni, ci parlano di ciò che a loro piace. E’ bello vedere gli sguardi attenti e interessati dei compagni, anche per un’ora di seguito, e partecipare al dibattito che segue.

Prima importante scoperta: la passione premia. In altre parole quando si parla di qualcosa che coinvolge personalmente il conferenziere, questo inevitabilmente accende curiosità, perché si può toccare con mano qualcosa di vero, di credibile. E’ anche un modo per conoscersi meglio, senza pregiudizi, e lasciare spazio allo stupore.

Abbiamo poi deciso di scrivere collettivamente un articolo per ogni “lezione” e condividerlo con tutti voi nel nostro giornalino online.

Ci piacerebbe che questo divenisse uno spazio aperto a tutti, dove anche gli altri studenti di tutte le scuole possono, se vogliono e in maniera del tutto personale, raccontarci di ciò che loro interessa. Questo il nostro invito.

Professori per un giorno? Perché no?

Merende a scuola

Bentrovati!

Siamo la 2°A della scuola secondaria di Giove e vi presentiamo il primo articolo, scritto in gruppo, che riporta i contenuti della prima esposizione di una nostra compagna all’interno del progetto “Oggi parlo io”.

Con un po’ di emozione l’11 novembre inaugura Denisa, con un argomento che le sta molto a cuore, e ci porta a riflettere su una presenza costante di ormai quasi tutte le scuole: il distributore automatico di bibite e di vivande.

Anche noi nella nostra scuola ne abbiamo una, e all’intervallo spesso gli alunni si accalcano per prendere le merendine, le bibite e altre innominabili cose da mangiare!

L'assalto delle 11
L’assalto delle 11

Noi vorremmo proporre l’eliminazione dalla scuola del distributore e cercheremo di spiegare il perché.

Per prima, una questione di salute.imgres

Se si mangiano patatine, merendine eccetera, la grande quantità di grassi, zuccheri e conservanti presenti andranno a danneggiare, se assunti frequentemente, la nostra salute.

Un buon 70-80% dei ragazzini in sovrappeso (causa errata alimentazione) hanno buone possibilità di diventare adulti obesi e di sviluppare malattie come il cancro, il diabete e l’infarto.

Poi, una questione economica.images

Se un ragazzino prende un tè freddo alla macchinetta spende 1 euro, invece comprando la confezione da 24 al supermercato la spesa si riduce a 60 centesimi.

Ciò significa una spesa mensile di 20 euro, usando il distributore a scuola, a fronte di 12 euro, facendo la spesa al supermercato.

Infine, la questione psicologica.imgres-1

Invece di schiacciare pulsanti per avere cibi (che, bisogna dirlo, piace un po’ a tutti), non sarebbe male portarsi la merenda da casa, magari alzandosi cinque minuti prima e imparando a prepararsi un buon panino!

Pensando a possibili soluzioni, se non tutti fossero d’accordo a eliminare il distributore, si potrebbe sostituire le vivande attualmente presenti con cibi più salutari, biologici, ad esempio.

Vi invitiamo a riflettere sulla cosa e, se non vi abbiamo convinto, forse potreste confrontarvi con chi ha partecipato all’incontro sull’alimentazione intitolato “Cosa mangiano i nostri ragazzi” del 14 novembre 2015 tenuto a Lugnano dalla professoressa Belfiore.

Alla prossima!

 

Denisa, Cecilia, Samuele Ch., Sara

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