LABORATORIO CREATIVO -ESPRESSIVO: I NOSTRI LAVORI PER “PENNA IN FIORE”

NEL MESE DI MAGGIO NEL NOSTRO PAESE SI SVOLGE LA MANIFESTAZIONE DI “PENNA IN FIORE”. SONO TANTI ANNI CHE NOI DELLA SCUOLA PRIMARIA FACCIAMO LA BANCARELLA DOVE VENDIAMO LAVORETTI A TEMA FLOREALE, FATTI DA NOI BAMBINI CON MATERIALE RICICLABILE.
GIA’ NEL MESE DI FEBBRAIO ABBIAMO COMINCIATO A PORTARE IL MATERIALE A SCUOLA. LE MAESTRE CI HANNO AIUTATO A FARE I LAVORETTI E POI LE MAMME LI HANNO RIFINITI.
IL 14 MAGGIO SCORSO, NEL GIORNO DI PENNA IN FIORE ABBIAMO ALLESTITO LA BANCARELLA VICINO ALL’ARCO DI PORTA, ABBIAMO VENDUTO TANTI LAVORETTI COME: PORTA TOVAGLIOLI FATTI CON LE MOLLETTE DI LEGNO, ALCUNI GRANDI, ALTRI PICCOLI. SEMPRE CON LE MOLLETTE ABBIAMO CREATO DEI BELLISSIMI CESTINI. ABBIAMO REALIZZATO DEGLI ORGANIZER DA SCRIVANIA CON SOPRA DEI BARATTOLINI DI LATTA DIPINTI CON LE TEMPERE E DECORATI CON IL DECOUPAGE. SONO ANDATI A RUBA DEGLI APPENDINI FATTI CON LE CONCHIGLIE. ANCHE I BARATTOLINI CON IL SALE COLORATO SONO PIACIUTI MOLTO E SONO STATI MOLTO VENDUTI. ABBIAMO DECORATO DELLE BUSTE DI STOFFA PER LA SPESA COLORATE CON GLI UNIPOSCA. LAURA , LA NOSTRA BIDELLA , CI HA AIUTATO ANCHE A FARE DEI PUPAZZI DI POLISTIROLO E POI RIVESTITI CON LA STOFFA . PER FARE I DIPINTI ABBIAMO PRESO UN FOGLIO E CI ABBIAMO DISEGNATO DEI FIORI CON GLI ACQUERELLI. UN’IDEA MOLTO CARINA E’ STATA QUELLA DELLE CALAMITE FATTE CON CARTONCINO E CONCHIGLIE CHE RAPPRESENTAVANO PESCI, TARTARUGHE, GRANCHI E FARFALLE. PER ULTIMA COSA ABBIAMO COSTRUITO DEI BELLISSIMI SEGNALIBRI FATTI CON STECCHE DI GELATO, PULITO OVVIAMENTE. INSOMMA ABBIAMO REALIZZATO DEI BELLISSIMI LAVORETTI E SOPRATTUTTO SONO PIACIUTI TANTO ALLA GENTE .
QUESTO LABORATORIO CI E’ PIACIUTO MOLTO, CI HA IMPEGNATO PER UN PO’ DI TEMPO MA SIAMO RIMASTI MOLTO SODDISFATTI PER IL RISULTATO E PER IL DENARO RICAVATO CHE CERCHEREMO DI USARE NEL MIGLIORE DEI MODI !!!!!!!

TESTO ELABORATO DA LUCA ,ALICE, TOMMASO, ALBERTO, M. CHIARA

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Primo premio: le nostre torri gemelle

Nel mese di gennaio, noi ragazzi della classe 1D di Lugnano in Teverina, abbiamo partecipato al concorso “Emozioniamoci davanti a… riflessioni di giovani studenti”, promosso dal Liceo Artistico di Orvieto e rivolto a tutte le Scuole Primarie e Secondarie di Primo Grado.

Gli studenti erano invitati a rappresentare, con un linguaggio artistico a scelta, la condivisione delle emozioni nei confronti di temi e avvenimenti di attualità. Un modo per contrastare l’indifferenza di fronte al continuo e monocorde bombardamento di notizie da parte dei media.

Noi abbiamo deciso tutti insieme di rappresentare con una scultura il crollo delle torri gemelle a Manhattan, l’11 settembre 2001. Ci sembrava un grande idea, anche se noi non eravamo ancora nati e quindi abbiamo fatto delle ricerche in classe.

Poi ci siamo divisi e compiti e abbiamo discusso sui materiale da usare.

Abbiamo preparato una base in legno alta circa 20 cm (un grazie di cuore al nonno di Alessandra!) e tutt’intorno abbiamo incollato delle immagini che rappresentavano il prima e il dopo delle torri, ma anche il momento in cui crollavano.

Per realizzare le torri ci siamo serviti di una rete metallica, di quelle usate per i pollai, che è modellabile; una delle due torri infatti l’abbiamo schiacciata per simboleggiarne la caduta.

Nei fori della rete abbiamo sia incastrato i due aerei, sia infilato dei bigliettini in cui c’erano scritte le ultime conversazioni delle persone che si trovavano dentro le torri (sms, telefonate… materiale trovato su internet). Chi osserva l’opera è invitato ad aprire i bigliettini e leggerne il contenuto (scultura interattiva).

Tutto intorno alla base abbiamo applicato un nastro rosso che partiva da una delle torri e finiva davanti a una porticina chiusa: un invito ad essere aperta. Al suo interno si trovava il nostro cigno nero,

il cigno nero

che simboleggia la rarità dell’evento accaduto (i cigni infatti normalmente sono bianchi!).

Sul nastro rosso c’era anche scritto una frase riguardante appunto la Teoria del Cigno Nero, una metafora sviluppata da Nassim Nicholas Taleb, filosofo e matematico libanese, per spiegare il ruolo sproporzionato degli eventi a forte impatto, rari e imprevedibili: “La teoria del cigno nero si riferisce unicamente a eventi inaspettati di larga magnitudine e al loro conseguente ruolo dominante nella storia. Tali eventi, considerati unici, giocano collettivamente un ruolo importante e vasto, contrariamente al normale flusso dei normali eventi.”

Secondo Taleb, l’11 settembre è stato proprio uno di questi eventi. Come abbiamo scritto noi: un vero salto nella storia.

Oltre alla scultura, si potevano scegliere anche altri modi per realizzare l’opera, come per esempio disegni, video, fotografie, ecc….

Per eseguire questa scultura ci hanno aiutati il professore Marco Viola e la professoressa Silvia Bombara.

Per finirlo abbiamo aspettato fino alle vacanze di Natale, e per il poco tempo ci siamo ridotti all’ultimo.

Verso Febbraio il professore Marco Viola ha bussato alla porta e ci ha comunicato i risultati del concorso: PRIMO POSTO!!!!!

Eravamo contentissimi!!

Come premi abbiamo ricevuto degli acquarelli, pastelli e tempere e a ognuno hanno consegnato delle medaglie che avevano fatto i ragazzi delle superiori! (siamo rimasti un po’ delusi…)

la 1D

  

Incontrare il barocco guidati da Caravaggio

Quest’anno all’inizio della scuola la maestra è arrivata in classe dicendoci che avremmo conosciuto un nuovo artista: Caravaggio. Abbiamo saputo che insieme a tutte le altre classi saremmo andati in gita a Roma a visitare la galleria Borghese. Prima di andare a Roma abbiamo fatto tante attività in classe.  Un giorno le maestre ci hanno divisi in gruppi formati da bambini di classi diverse. Ad ogni gruppo è stato dato un quadro, insieme lo abbiamo osservato e abbiamo disegnato il particolare che ci ha colpiti di più. I quadri erano: Il Giovane con il canestro di frutta, il Bacchino malato, La madonna dei palafrenieri e Davide e Golia. Poi abbiamo incontrato il papà di Tommaso Fontana, che di lavoro fa l’archeologo, che ci ha raccontato tante cose sulla storia di Piazza Navona. Ci ha parlato della fontana dei Quattro fiumi, della fontana del Moro e di quella di Nettuno. Un martedì pomeriggio è venuta a scuola Monica, la mamma di Jasmine, che è un’esperta d’arte e ci ha raccontato tante cose sui quadri di Caravaggio.  A questo punto eravamo pronti per andare a Roma!

La galleria borghese, così appassionante da rimanere a bocca aperta
Arrivati a Roma siamo subito entrati all’interno di Villa Borghese. Fatta la fila è iniziato il nostro viaggio nella Galleria. Eravamo molto stupiti da quanto grande era la prima sala, da quanto era appassionante così colorata e ricca di particolari, insomma siamo rimasti a bocca aperta.
Per prima cosa abbiamo ammirato la statua di Paolina Bonaparte che la rappresentava distesa su un letto con l’aria molto pensierosa. Poi abbiamo visto la statua di Apollo e Dafne, che ci racconta il momento in cui Apollo, che era innamorato di Dafne, la rincorre per i boschi. Dafne chiede aiuto alla Luna che la trasforma in un albero di alloro. In un’altra stanza abbiamo riconosciuto Davide che con la fionda stava per colpire Golia.  Poi abbiamo visto la statua del Ratto di Proserpina, che è bellissima.  Ci ha colpiti vedere le lacrime di Proserpina che sembravano vere e la mano di Ade che la afferra con forza. Quando siamo entrati nella stanza di Caravaggio eravamo molto emozionati perché c’erano i quadri che avevamo osservato a scuola. C’erano tutti e ognuno di noi si dirigeva verso quello che aveva conosciuto e disegnato.

Ho capito barocco vuol dire un po’ troppo!
Finalmente a Piazza Navona siamo rimasti sconvolti alla vista di quella galassia di persone. In confronto alla grandezza della piazza ci sentivamo dei moscerini, la Fontana dei Quattro fiumi ci ha fatto venire le vertigini e le statue a guardarle sembravano prendere vita. Dopo una lunga osservazione della fontana siamo andati a visitare la Chiesa di Sant’Agnese. La cappella sembrava un’esplosione di colori, tanto che Jenny ha detto che forse la parola barocco vuol dire “un po’ troppo”, come un testo pieno pieno di aggettivi. Abbiamo anche conosciuto diversi artisti di strada,  c’era chi dipingeva con le bombolette , c’erano dei trasformisti e dei musicisti che suonavano degli strumenti molto particolari.

La parte più divertente e più segreta della gita: il viaggio stratoscopico  in pulman
E’ arrivato il momento di ritornare verso Giove. Tutti sul pulman, ognuno al proprio posto chi chiacchierava con il compagno di viaggio, chi giocava alle carte UNO. Qualcuno dormiva, quando improvvisamente l’autista ha acceso lo stereo e ha messo la musica a palla!!! Ci siamo messi tutti a ballare e ci siamo divertiti da matti. Poi sfortunatamente siamo arrivati a Giove ed è finita la nostra bellissima gita.

La classe quinta della S.P. di Giove