IL NOSTRO SPETTACOLO FINALE: L’OCCHIO DEL LUPO

QUESTA E’ LA VERSIONE IN VERSI CHE NOI ALUNNI DI QUARTA E QUINTA ABBIAMO SCRITTO DOPO AVER LETTO IL LIBRO DI DANIEL PENNAC E CHE ABBIAMO RAPPRESENTATO IN FORMA DRAMMATIZZATA NEL NOSTRO SPETTACOLO DI FINE ANNO.

L’OCCHIO DEL LUPO

Zoo di Parigi
Un giorno d’inverno
Un ragazzo e un lupo
Si guardano al lungo

Il Lupo si muove
Agitato e diffidente
Il ragazzo lo fissa
Immobile e paziente

Il lupo ha un solo occhio
Con quello guarda il mondo
Il ragazzo non capisce
E fissa l’occhio tondo

Poi come per magia
Il ragazzo ha un’ idea
Chiude l’occhio e con il lupo
una sintonia si crea

Con uno zoom magico
L’occhio del lupo si avvicina
E il ragazzo vi entra dentro
Come fosse una turbina

Ed ecco il grande Nord
Fiamma Nera ed i Rossini
Paillette e lui Lupo Azzurro
Quando erano piccolini

Poi il ricordo della gioventù
Delle cose, dei giochi ,
dei racconti a tu per tu

Paillette così chiamata
per la sua pelliccia dorata
preziosa ed apprezzata
dagli uomini ricercata

un giorno la sua curiosità
la spinse fino a là
verso gli uomini e il loro accampamento
dove fu catturata in un momento

Lupo azzurro da fratello maggiore
andò a cercarla senza alcun timore
per liberarla lottò con un cacciatore
Che l’occhio gli ferì Con atroce dolore.

Catturato e senza un occhio
Non serviva a niente
Così il lupo fu messo in uno zoo
Per far divertir la gente.

Ora è il ragazzo a raccontare la sua storia
Nel suo occhio come in flashback
appaiono i luoghi della sua memoria

Nell’Africa Gialla,
durante la guerra,
la terra, era sommersa di sangue color cannella.

Una donna nelle grida con un piccolo in braccio
Soffriva, impaurita sembrava uno straccio
vide un uomo: era Toa il mercante
Pareva una persona molto rassicurante

Pensò allora di affidarlo a lui in un istante
anche se Toa
Era molto riluttante .

Aveva un cammello ,
si chiamava Pignatta ed era
testardo come una roccia piatta .

Africa e Pignatta divennero amici
Si capivano al volo ed erano felici
Quando nel deserto, la sera si fermavano
Africa raccontava delle storie che tutti affascinavano

Un giorno Toa vendette tutto
compreso Pignatta e il giovanotto
Africa non trovò più il suo amico del cuore,
fu venduto al re delle capre che lo mise a fare il pastore

Africa ora è nella savana
guarda un gregge ed ha
come amici un ghepardo e una iena
Nell’Africa grigia
con loro ha fatto un patto di allegria
loro si aiutano e si fanno compagnia

Anche qui Africa la sera continua a raccontar le storie
incantando tutti gli amici con dolci memorie
Una notte scompaiono le capre dal recinto
Così il re delle capre lo caccia via convinto

Africa decide allora di andare nell’Africa verde
Prende un pulmino che la strada perde
Si capovolge e lui è catapultato fuori
Perde i sensi e sente tanti dolori

Viene curato da Ma‘Bia e Pa‘Bia
due signori, che poi diventano i suoi genitori.

Nell’Africa verde Pa’nBia e M’nBia
adottano Africa con grande euforia
Africa impara il commercio e l’agricoltura
raccoglie frutta e ortaggi in mezzo alla radura;

continua a raccontare storie al suo nuovo amico gorilla
ogni volta che lo ascolta, lui di gioia strilla!!

Poi arrivano gli uomini e tagliano la foresta
così Africa e i suoi genitori devono abbassar la testa.
Sono costretti ad andarsene e in meno di un secondo
si trovano a Parigi da loro chiamato L’Altro mondo!

Nello zoo di Parigi Africa ritrova i suoi amici
quando lo vedono sono tutti felici:
ci son la iena ed il ghepardo, non è uno scherzo!
E c’è pure Pignatta il migliore amico dell’universo!

Appena vede Africa, lui che da quando si erano lasciati era stato sempre immobile e fermo ,
comincia a saltellare scatenando un inferno!

Nello zoo c’era perfino Toa il mercante
che ora vendeva gelati ad un prezzo impressionante.

Un’altra giornata per Africa era passata
ritrovando i suoi amici la sua vita era cambiata,
con il lupo, attraverso gli sguardi, una nuova amicizia era nata.

Il lupo ora si rende finalmente conto
che l’amicizia gli ha cambiato il mondo
questo spettacolo vale la pena di essere guardato e così lui fa “clik” e apre l’occhio estasiato!

Anche Africa senza alcun timore
pensa la stessa cosa nel suo cuore
fa “clik” lui pure ed apre l’occhio tondo
per vedere ora quant’è bello il mondo!

Ora che nello zoo di Parigi si son finalmente ritrovati gli amici ed i parenti
comincia a nevicare e tutti son felici e contenti!!

SCUOLA PRIMARIA DI PENNA IN TEVERINA CLASSI 4° E 5°

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LABORATORIO CREATIVO -ESPRESSIVO: I NOSTRI LAVORI PER “PENNA IN FIORE”

NEL MESE DI MAGGIO NEL NOSTRO PAESE SI SVOLGE LA MANIFESTAZIONE DI “PENNA IN FIORE”. SONO TANTI ANNI CHE NOI DELLA SCUOLA PRIMARIA FACCIAMO LA BANCARELLA DOVE VENDIAMO LAVORETTI A TEMA FLOREALE, FATTI DA NOI BAMBINI CON MATERIALE RICICLABILE.
GIA’ NEL MESE DI FEBBRAIO ABBIAMO COMINCIATO A PORTARE IL MATERIALE A SCUOLA. LE MAESTRE CI HANNO AIUTATO A FARE I LAVORETTI E POI LE MAMME LI HANNO RIFINITI.
IL 14 MAGGIO SCORSO, NEL GIORNO DI PENNA IN FIORE ABBIAMO ALLESTITO LA BANCARELLA VICINO ALL’ARCO DI PORTA, ABBIAMO VENDUTO TANTI LAVORETTI COME: PORTA TOVAGLIOLI FATTI CON LE MOLLETTE DI LEGNO, ALCUNI GRANDI, ALTRI PICCOLI. SEMPRE CON LE MOLLETTE ABBIAMO CREATO DEI BELLISSIMI CESTINI. ABBIAMO REALIZZATO DEGLI ORGANIZER DA SCRIVANIA CON SOPRA DEI BARATTOLINI DI LATTA DIPINTI CON LE TEMPERE E DECORATI CON IL DECOUPAGE. SONO ANDATI A RUBA DEGLI APPENDINI FATTI CON LE CONCHIGLIE. ANCHE I BARATTOLINI CON IL SALE COLORATO SONO PIACIUTI MOLTO E SONO STATI MOLTO VENDUTI. ABBIAMO DECORATO DELLE BUSTE DI STOFFA PER LA SPESA COLORATE CON GLI UNIPOSCA. LAURA , LA NOSTRA BIDELLA , CI HA AIUTATO ANCHE A FARE DEI PUPAZZI DI POLISTIROLO E POI RIVESTITI CON LA STOFFA . PER FARE I DIPINTI ABBIAMO PRESO UN FOGLIO E CI ABBIAMO DISEGNATO DEI FIORI CON GLI ACQUERELLI. UN’IDEA MOLTO CARINA E’ STATA QUELLA DELLE CALAMITE FATTE CON CARTONCINO E CONCHIGLIE CHE RAPPRESENTAVANO PESCI, TARTARUGHE, GRANCHI E FARFALLE. PER ULTIMA COSA ABBIAMO COSTRUITO DEI BELLISSIMI SEGNALIBRI FATTI CON STECCHE DI GELATO, PULITO OVVIAMENTE. INSOMMA ABBIAMO REALIZZATO DEI BELLISSIMI LAVORETTI E SOPRATTUTTO SONO PIACIUTI TANTO ALLA GENTE .
QUESTO LABORATORIO CI E’ PIACIUTO MOLTO, CI HA IMPEGNATO PER UN PO’ DI TEMPO MA SIAMO RIMASTI MOLTO SODDISFATTI PER IL RISULTATO E PER IL DENARO RICAVATO CHE CERCHEREMO DI USARE NEL MIGLIORE DEI MODI !!!!!!!

TESTO ELABORATO DA LUCA ,ALICE, TOMMASO, ALBERTO, M. CHIARA

I NOSTRI BURATTINI CON I CALZINI

Nel mese di Febbraio,il martedì durante le ore di laboratorio, abbiamo realizzato dei burattini con i calzini.
Volete provare a farli anche voi?
Vi spieghiamo come abbiamo fatto.

MATERIALE OCCORRENTE:
Alcune paia di calzini
lana colorata
occhi finti
pennarelli
pezzetti di stoffa rosa e rossa
colla a caldo.

PROCEDIMENTO:
Con la lana abbiamo fatto i capelli,


li abbiamo incollati sui calzini

.
       

 

Con la stoffa abbiamo realizzato il naso e la bocca.

Abbiamo attaccato gli occhi,il naso e la bocca sul calzino con la colla a caldo.

 

Infine con i pennarelli abbiamo disegnato le ciglia e le sopracciglia.

   

 

Noi ci siamo divertiti un mondo a farli.

Ed ecco il risultato!

I bambini delle classi 2° e 3° della Scuola Primaria di Penna in Teverina

San Valentino

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San Valentino, detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna, è stato un vescovo romano, martire. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana. E’ considerato patrono degli innamorati perché a lui venivano date le lettere d’amore da consegnare agli innamorati. La più antica notizia di san Valentino è in Martyrologium Hieronymianum, un documento ufficiale della Chiesa dei sec. V-VI dove compare il suo nome e anniversario di morte. Ancora nel secolo VIII un altro documento, Passio Sancti Valentini, ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura a Terni ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, il successivo martirio di questi e la loro sepoltura.

L’originale festività religiosa prende il nome dal santo e martire cristiano Valentino da Terni, e venne istituita nel 496 da papa Gelasio I. La pratica moderna di celebrazione della festa, invece, centrata sullo scambio di messaggi d’amore e regali fra innamorati, risale probabilmente al Basso Medioevo. Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone il tratto più caratteristico della festa di san Valentino è lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico. A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e commercializzazione su vasta scala di biglietti d’auguri dedicati a questa ricorrenza. La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno vengono spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. L’uso di spedire “valentine” nel mondo anglosassone risale almeno al XIX secolo. Già alla metà del secolo negli Stati Uniti alcuni imprenditori come Esther Howland cominciarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale; a sua volta, la Howland si ispirò a una tradizione antecedente originaria del Regno Unito.

 

San Valentino è tradizionalmente la festa dell’ amore, celebrata in tutto il mondo.

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E’ un turbinio di scambi di biglietti, fiori e cioccolatini; ma è così importante avere un giorno stabilito per celebrare l’amore? Per chi si vuole bene San Valentino non vale per ogni giorno dell’anno?

Secondo noi sì perché,  per alcuni,   ricevere un dono inaspettato dal proprio partner è un momento di gioia. In questo giorno i due innamorati dichiareranno il loro amore cosa che sicuramente tutti i giorni non accade. E’ vero, se ci si vuole bene, non occorre un giorno specifico per farsi un dono  ma spesso siamo troppo impegnati e questo  ci porta a trascurare alcuni aspetti,  senza trovare il tempo per dire un  semplice    :” Ti voglio bene!” al proprio partner.

Classe II E

Geometria pratica

RETTANGOLI DI SPAGO

Il programma di geometria della classe seconda prevede lo studio delle caratteristiche dei quadrilateri. Per scoprirne ci siamo serviti di uno spago lungo 40 cm. Con le mani abbiamo costruito variando la lunghezza della base e dell’altezza i possibili rettangoli aventi tutti lo stesso perimetro.

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Raccogliendo i dati in una tabella ci siamo accorti che tra tutti i rettangoli ottenuti il quadrato è quello che ha l’area massima:

foto4

Disegnando sul piano cartesiano il grafico abbiamo visto che il punto massimo della curva è rappresentato dal quadrato di lato uguale a 10 cm.

foto5

STESSA AREA PERIMETRI DIVERSI

Avendo a disposizione 16 quadrati equivalenti e giocando un po’ con la fantasia abbiamo costruito figure con la stessa area, ma con perimetri diversi; questa volta è il quadrato 4×4 ad avere il perimetro minore:

foto1

 

il rettangolo 8×2 ha il perimetro un po’ piu grande:

foto2

 

La figura con il perimetro massimo è questa:

foto3

 

P.S. : C’è voluto un po’ di tempo a costruirla, ma ci siamo riusciti e anche divertiti.

 

2 A e 2B

Falcone e Borsellino

La settimana scorsa, all’interno del progetto Cittadinanza e Costituzione, la professoressa ci ha mostrato il film Paolo Borsellino che racconta la storia dei magistrati che combatterono la mafia negli anni dal 1975 al 1992: Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Ninni Cassarà, Rocco Chinnici e Giuseppe Fava.

falcone

Il film racconta la vita e la morte dei giudici che riuscirono a portare in tribunale, per il cosiddetto maxiprocesso, 476 indagati per mafia.
Ci ha molto colpito la determinazione e il coraggio di questi uomini che continuavano a indagare nonostante sapessero che sarebbero stati uccisi. Questi uomini, questi eroi, sono vittime, con le loro famiglie, di un ingranaggio più grande di loro: il legame fra la politica e la mafia.
Fra poco ricorreranno gli anniversari della morte di Giovanni Falcone (ucciso nella strage di Capaci del 23 maggio 1992) e di Paolo Borsellino (ucciso nella strage di via Amelio del 19 luglio 1992) e ci piace ricordare con ammirazione e orgoglio la figura di questi uomini ed eroi che abbiamo conosciuto a scuola.
Per concludere vorremmo aggiungere un paio di citazioni dei due  giudici che per noi giovani sono di grande ispirazione:
“La paura è umana, ma combattetela con il coraggio…chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.”-Paolo Borsellino
“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”-Giovanni Falcone

Isabel, Alice, Andrea – Classe 3D Lugnano

Rigoberta Menchù e i diritti della donna

Oggi abbiamo studiato la storia di Rigoberta Menchù,una donna che nel 1992 ha meritato il Premio Nobel per la Pace. In classe abbiamo letto un brano del suo libro “Mi chiamo Rigoberta Menchù” nel quale la protagonista descrive la sua vita a 8 anni quando è diventata una bracciante agricola. Raccontando la sua storia,Rigoberta descrive le condizioni di vita dei contadini in Guatemala e in particolare quelle delle donne. I bambini a causa della povertà delle loro famiglie erano costretti a lavorare nelle piantagioni di caffè, le condizioni di lavoro erano durissime e il salario era basso.
Racconta infatti Rigoberta nel suo libro: “Quando compii otto anni mi proposero di fare una produzione di 35 libbre di caffè al giorno e per questa quantità mi pagavano 20 centesimi. C’erano volte che non riuscivo a fare la produzione giornaliera. Se facevo le 35 libbre allora guadagnavo i miei 20 centesimi, se non lo facevo, il giorno successivo guadagnavo sempre gli stessi 20 centesimi. Però mi imponevo di farcela e ricordo che quando i miei fratelli terminavano la loro produzione, alle sette, alle otto di sera, a volte si offrivano di aiutarmi ma dicevo, devo imparare, perché, se non imparo, chi melo insegnerà? Dovevo per forza fare la mia produzione. C’erano volte che arrivavo appena a 28 libbre perché mi stancavo, soprattutto quando faceva molto caldo. Allora mi veniva mal di testa”.

rigoberta

Il linguaggio semplice e immediato ci ha colpito e ci ha coinvolto nelle vicende di ingiustizia sociale narrate da Rigoberta.
Una cosa che abbiamo letto e ci ha colpito è che solo 29 donne hanno vinto il Premio Nobel contro 650 uomini! Fra queste vogliamo ricordare:
Madre Teresa di Calcutta, India 1979, Nobel per la Pace
Grazia Deledda, Italia 1926, Nobel per la Letteratura
Rita Levi Montalcini, Italia 1986, Nobel per la Medicina
Marie Curie, Francia 1903 e 1911, Nobel per la Fisica e la Chimica.

Andrea, Marco, Martina, Valentina – Classe 2D Lugnano