Danzando sulle punte

Il giorno 9 dicembre la nostra compagnia Cecilia ci ha presentato il suo progetto sulla storia della danza classica, che lei pratica ad Amelia da tempo.

La danza ha tradizioni antichissime, ha origine nelle tribù e inizialmente si trattava di semplici movimenti cadenzati da ritmi elementari e ripetuti.

Nel Medioevo veniva usata nelle corti, nelle feste, nei matrimoni per celebrare i banchetti e mostrare la ricchezza dei nobili. I nobili stessi si esibivano in piccole rappresentazioni dove vi era un misto di recitazione, musica e gestualita, con sfarzosi e stravaganti costumi che limitavano di molto i movimenti. Le storie erano ispirate ai miti dell’antica Grecia e di Roma o basate su temi particolari. I costumi vennero mano a mano sostituiti da abiti più corti, più colorati e meno ingombranti.

Ballo di corte
Ballo di corte

A partire dallla fine del ‘500 i balletti, da semplici intrattenimenti, diventano veri e propri spettacoli e nasce così la professione di ballerino.

Il primo “balletto” fu allestito nel 1581, in Francia, ad opera dell’italiano Baldassarre Baltazarini da Belgioioso e la prima vera e propria scuola di danza fu aperta nel Cinquecento a Milano da Pompeo Diobono, e qui furono introdotti i primi balli di coppia. I primi ballerini erano tutti uomini; la prima donna a calcare le scene fu Madamoiselle de La Fontaine nel 1681.

L’epoca più gloriosa nella storia del balletto fu il Romanticismo che nella danza esaltò la donna ideale che veniva ammirata come una divinità del cielo e per questo doveva essere leggera e doveva avere movimenti precisi e armoniosi.

Ballerina[1][1]

La prima ballerina ad usare le punte fu l’italiana Maria Taglioli, a Firenze. Da questo momento in poi l’interesse per la danza classica è andato sempre crescendo, si sono diffuse le scuole di danza e le compagnie di ballo così come l’utilizzo di coreografie.

Chi decide di studiare danza classica deve sapere che è un percorso lungo e difficile e presuppone alcune particolari caratteristiche fisiche e capacità tecniche: corpo snello e slanciato, muscolatura forte, grazia e leggiadria nei movimenti, senso del ritmo e doti interpretative. Il ballerino/a classico/a dovrebbe quindi avere anche un’alimentazione corretta e sana.

 

La danza classica viene considerata “la base” per qualsiasi specialità di ballo.

Royal Ballet  ROMEO & JULIET.  Royal Opera House 26 May 08.  MARIANELA NU„EZ, THIAGO SOARES.  photograph: Dee Conway ©
Royal Ballet ROMEO & JULIET. 

Ecco quello che ci ha detto Cecilia:

“Per me, che pratico danza classica da 4 anni, la danza in generale non è solo un semplice sport ma è una vera e propria passione. Vi consiglio di provare a ballare per sentirvi bene con il vostro corpo e liberare le vostre emozioni.”

Cecilia, Mariadele, Sara, Samuele Ch.

 

 

 

 

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Le ragazze della 3 A

Le ragazze della 3 A

disegno di V. Secondi
disegno di V. Secondi

Le femmine sono esseri complessi, il loro carattere non è stato ancora scoperto dall’uomo…… a parte gli scherzi possiamo iniziare il nostro racconto in ordine alfabetico partendo da A. Giorgia. Giorgia è carina e divertente, ma certe volte alza troppo il tono della voce (dando fastidio). Erika è schersosa, ha un bel sorriso però quando ride sembra un aspirapolvere. Greta da poco si è fatta una meches rossa, è simpatica ma certe volte è vanitosa. Ylenia è simpatica però tiene moltissimo al suo materiale scolastico: non presta mai niente a nessuno, tranne se ti metti in ginocchio. Passiamo a Marianna, sì, stiamo parlando di quella ragazza ossessionata da Fragola, che non è un frutto ma un cantante (a differenza della fragola ha poco succo, anzi, non sa di niente!).

Per quasi un anno e mezzo abbiamo dovuto sopportarla ma finalmente l’attesa è finita …adesso gli piace Gennaro, detto Gen. Letizia è molto silenziosa e l’anno scorso, pensavamo che casa sua fosse yogurtlandia, perche durante la ricreazione portava sempre lo yogurt. Valeria è molto affettuosa, ma molto affettuosa, solo che è troppo affettuosa. Beata si veste molto bene, è una delle poche bionde della classe ed è soprannominata Beatafashion. Nicole è molto carina e si arrabbia difficilmente: per aver sopportato tutto questo tempo di banco insieme prima Nicolò e poi Andrea ha una pazienza di ferro. Sara è la più brava giocatrice di calcio della 3A, è molto tifosa della Roma e con lei non ci si annoia. Lara è diversamente alta, ma come si suol dire nelle botti piccole c’è il vino buono. Natalia con noi ragazzi è molto misteriosa, non sai mai come la pensa. Chiara ha due occhi bellissimi e un cuore d’oro ma certe volte è un po’ irascibile. Rachele, anche lei si porta appresso un soprannome, quello di “Pavone”, ma ormai, in terza, è stato dimenticato; tutte le cose che brillano la attraggono molto. Franceschina, Cina per gli amici, è una delle ragazze più simpatiche della classe con il suo carisma e il suo modo con cui ti tira su quando sei giù. Può essere considerata una vera amica (Edoardo è molto fortunato ad avere una fidanzata come lei). Veronica è simpatica, altruista ma ha una risata molto….insopportabile: e diventa tutta rossa, come il pomodoro. L’ultima, ma non per importanza, è Irene. Irene è una ragazza molto intelligente, simpatica, e non gli si può non voler bene. Per oggi è tutto dai vostri: Andrea, Gino, Edoardo e Alessandro.

Ciaspolata sulla neve a Castelluccio di Norcia

Giovedì 11 febbraio, noi della scuola media di Giove abbiamo partecipato alla gita  a Castelluccio di Norcia. Con grande contentezza ed entusiasmo siamo partiti alle 7:30 di mattina dalla piazza di Giove con il pullman. Siamo arrivati verso le 10:40 in un paesino ai piedi della montagna. Lì sono giunte le nostre guide che dopo averci consegnato le ciaspole ci hanno accompagnato alla cima del monte dove è situato Castelluccio. Nel viaggio ci hanno fatto divertire raccontandoci antiche leggende sui lupi che da tempo popolano quella vetta.

Man mano che salivamo aumentava la quantità di neve che caratterizzava molto il paese e di conseguenza cresceva anche la nostra voglia di toccare quell’immensa distesa bianca. Castelluccio ha la peculiarità di essere costituito da molti altopiani che creano un’atmosfera magnifica. Guardate che spettacolo!

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La cima del monte è formata da ben 3 rilievi: l’Altopiano Maggiore, l’Altopiano Minore e quello Perduto. Il nome di quest’ultimo è dovuto ad una vecchia battaglia tra le Marche e l’Umbria per la conquista dell’altura, che tuttora infatti appartiene alle Marche.

Alle 11:20, appena raggiunto Castelluccio, siamo scesi dall’autobus e ci siamo accertati che tutto andasse bene e dividendoci in 3 gruppi abbiamo iniziato il lungo percorso! Nella passeggiata sostavamo alcuni minuti per delle curiosità  di cui le guide ci informavano, tra cui l’albero che fiorisce nell’inverno, le impronte dei vari animali, e i vari nidi di uccelli che questi creano con dei ramoscelli di alberi pregiati.

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Nell’immenso tragitto le risate non sono mancate, e che cadute!!!

Dopo molta attesa e stanchezza, alle 14:10 ci siamo seduti sulla neve in una vallata per pranzare. Una volta ripartiti, ci siamo rimessi in cammino per compleatare il percorso, ma la fine non arrivava mai! Noi, stanchissimi, ci chiedevamo continuamente quando spuntasse fuori Castelluccio e dopo ben 2 ore, dietro allo stupendo monte Vettore, abbiamo intravisto finalmente il paese.

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Salutando e ringraziando le nostre care guide siamo tornati al pullman e alle 21:00  siamo arrivati a Giove.

La 3A

La mia pratica del nuoto

 

Sulla scia dei nostri talenti e interessi, il 16 dicembre Elisa ci ha parlato di come e quando pratica il nuoto.

Ha iniziato nove anni fa, a soli tre anni, perchè le piaceva l’acqua poi andando avanti per lei è diventata una vera e propria passione. Frequenta la piscina di Vitorchiano due volte a settimana per un’ora e un quarto a ogni lezione.

Elisa ci ha dettagliatamente descritto il suo allenamento, che è composto da tutti i quattro gli stili: delfino, dorso, rana e stile libero.

stile Delfino
stile Delfino
partenza Dorso
partenza Dorso

Il delfino è il più difficile perché c’è una complessa coordinazione gambe-braccia; il dorso è molto semplice ed è il primo che si impara perché la testa sta sempre fuori dall’acqua. La rana è uno stile in cui c’è sempre la coordinazione gambe-braccia, ma è meno faticoso; infine lo stile libero è il più slanciato perché ha la velocità più alta nella media. Quest’ultimo è senza dubbio il suo preferito.

stile Rana
stile Rana
Stile Libero
Stile Libero

Durante l’allenamento però gli istruttori chiedono ai nuotatori di eseguire stili composti, ad esempio farfalla, che sarebbe gambe rana e braccia delfino. Questo serve a potenziare di volta in volta gli arti inferiori o gli arti superiori. C’è poi un esercizio che si chiama non a caso “il suicidio”, il quale consiste nel fare otto vasche a stile libero al 90% della massima velocità, e alla fine e all’inizio di ogni vasca si esce per fare il tuffo di partenza.

tuffo di partenza
tuffo di partenza

Altre volte si eseguono gli addominali in acqua oppure si fa il riscaldamento con un cuscinetto e una tavoletta. Alla fine di ogni lezione in genere i nuotatori hanno completato ottanta vasche, vale a dire circa 2 Km.

Elisa non fa agonismo tuttavia partecipa ad alcune gare di beneficenza come quella dell’Avis, l’associazione dei volontari italiani donatori di sangue.

Da due anni lei si allena nel salvataggio con un manichino riempito di sabbia o con i compagni del suo corso, con l’obiettivo di prendere il brevetto di “bagnino”. Di solito come salvataggio si deve fare mezza vasca in stile libero a testa alta per non perdere di vista chi sta annegando, poi a metà vasca c’è il naufrago: qui si fa immersione, si passa sotto e lo si aggancia da dietro con la presa che si ritiene più adatta, o quella sotto le braccia oppure quella dalla testa con una presa dietro le orecchie.

A fine lezione, se avanza tempo e hanno lavorato bene, si fanno tuffi di partenza dal trampolino oppure tuffi sincronizzanti o tuffi acrobatici, come quello a “Peter Pan” in cui si parte dal trampolino, ci si dà una grande spinta in alto, si fa una rotazione con le braccia poi si cade in acqua a candela, cioè dritti dritti.

Infine ci ha parlato anche di alcuni record mondiali del nuoto, come il tuffo più alto del mondo di Laso Schaller, 57 metri da uno scoglio nella cascata di Maggia in Svizzera, o il miglior tempo in stile libero fatto dall’italiano Gregorio Paltrinieri, qualificatosi nel 2014 con l’oro nei 1500 metri stile con 14 minuti, 39 secondi e 93 millesimi. Dopo la sua esposizione Elisa ci ha mostrato le 13 medaglie vinte nei suoi 9 anni di nuoto e i suoi diplomi.

I racconti e le spiegazioni sono stati puntuali e piene di entusiasmo, è riuscita a trasmetterci le sue passioni e noi compagni le abbiamo fatto molte domande.

 

Elisa, Gioia, Niko

 

 

 

 

 

Bambini in cucina, mamme in classe

Domenica 7 Febbraio nella scuola primaria di Guardea si è svolto il progetto di educazione alimentare “bambini in cucina mamme in classe”; progetto rivolto ai bambini da 5 ai 12 anni promosso da Fondazione Veronesi, delegazione di Terni e provincia di Terni con il contributo della fondazione Carit. L’obiettivo è stato quello di far conoscere ai più piccoli l’importanza di una giusta alimentazione per la prevenzione dell’obesità e le malattie che troppo spesso ne conseguono.

Un argomento importante e impegnativo che, troppo spesso, è stato sottratto alla competenza di medici e scienziati e trasformato in chiacchiere senza l’autorevolezza necessaria. Si tratta di un tema attualissimo che coinvolge gli stili di vita personali, le mode, e che quindi ha implicazioni sociali che consentono a tutti di parlarne con la massima libertà. Ma tutto questo non deve accadere a discapito della correttezza medico-scientifica che offre risposte dettate solo dai risultati raggiunti in anni di approfondite ricerche e dalle conoscenze ottenute nel laborioso corso naturale del progresso delle scienze. Sull’alimentazione, quindi, non si scherza. Come fonte principale di vita per ciascun essere umano, necessita equilibri che superano qualsiasi moda e che è necessario perseguire con la massima attenzione e costanza perché tutto ciò di cui ci nutriamo diventi alleato del nostro benessere. Il nostro obiettivo è, come sempre, essere d’aiuto prima di tutto a chi ha le idee meno chiare e di incoraggiamento a chi ha attuato scelte personali a favore della propria salute”

Umberto Veronesi

Il progetto ha visto il coinvolgimento di 107 bambini, suddivisi in quattro  gruppi con turnazione oraria differenziata.

I bambini sono stati protagonisti della giornata, è stato dato loro un cappellino e un grembiulino personalizzati con il loro nome e affiancati da uno chef hanno realizzato dolci sani e golosi. Si sono molto divertiti, hanno mostrato entusiasmo e voglia di fare.

Allo stesso tempo i genitori in un’aula adiacente sono “tornati sui banchi” di scuola per seguire una lezione a cura di un’esperta nutrizionista che ha illustrato loro le basi della corretta alimentazione nei bambini.

E’ stata una bellissima esperienza!!

Visita al laboratorio Miooro

Visita al laboratorio Miooro

Giovedì 29 ottobre 2015 ci siamo recati a visitare il laboratorio artigianale orafo. Il motivo che ci ha spinto ad effettuare la visita è stato l’argomento relativo alla scoperta del vetro da parte dei Fenici che stiamo studiando in storia. Il laboratorio si trova nella piazza del paese di Attigliano ed è gestito dal papà di Simone. Laboratorio orafo Moneta romanaAppena siamo entrati il signor Mioni ci ha mostrato diverse pietre di diverso valore e alcuni minerali spiegandoci le loro origini e caratteristiche. Siamo rimasti sbalorditi dalla bellezza delle pietre che con i loro colori brillanti sembravano caramelle e, tra tutte, ci sono rimaste più impresse l’opale, una pietra che riflette i colori dell arcobaleno; l’acquamarina di colore azzurro che solitamente ha una forma a goccia; lo smeraldo di colore verde che è la pietra più fragile del mondo; infine abbiamo osservato un meraviglioso diamante, la pietra più dura e resistente del mondo, che si può tagliare solo con un altro diamante.

Poi il signor Mario ci ha mostrato diversi metalli come il platino che è più prezioso dell’oro perché è il più difficile da trovare, di un colore simile all’argento; il palladio, meno prezioso e resistente del platino; l’oro che è il metallo più facile da lavorare. La cosa che ci ha interessato particolarmente è che il valore di questo metallo varia ogni giorno secondo le quotazioni.

In seguito ci ha mostrato il suo angolo di lavoro dove realizza oggetti preziosi.

laboratorio orafo stampo finito

Ci ha fatto quindi vedere come realizzare un anello d’argento.

Inizialmente ha preso un osso di seppia e l’ha tagliato precisamente a metà con un seghetto sottile.

Ha preso un anello d’argento e poi la sua impronta nell’osso di seppia.

Ha fuso poi un po’ di argento con la fiamma ossidrica e l’ha versato sull’impronta.

laboratorio orafo la fusione2

Ha aspettato un po’ per farlo raffreddare per poi  togliere l’anello dall’osso di seppia.

Infine l’ha levigato e… meraviglia delle meraviglie ecco l’anello.

Laboratorio orafo Anello grezzo

Per renderlo più prezioso il signor Mario ha incastonato sul gioiello un piccolo diamante. Siamo rimasti tutti stupiti dal magnifico risultato ottenuto.

Il signor Mioni, prima di andare via, ci ha mostrato una piccola bilancia svizzera, molto precisa che viene usata per pesare minuti oggetti preziosi.

Ci ha detto che lui svolge questa attività da più di 20 anni, gli piace molto il suo lavoro e lo fa con passione.

Siamo andati via contenti di aver visto realmente come si realizza un oggetto prezioso.

Classe V Primaria di Attigliano