I nostri rapper

Mercoledì 29 novembre il nostro compagno Mattia ci ha raccontato della sua passione per i giovani rapper italiani, in particolare dei rapper romani Gemitaiz, Madman, Noyz Narcos, Mostro e Canesecco, molto ascoltati da un pubblico anche di giovanissimi.

Gemitaiz
Gemitaiz

Alcune loro canzoni come “Bene” (Gemitaiz), “M come Madman” (Madman), “Zoo de Roma” (Noyz Narcos), “Trema la terra” (Mostro), “S.P.Q.R.” (Canesecco) sono diventate dei veri e propri inni per i ragazzi e le ragazze.

Il rap è nato in America, soprattutto a New York, verso la fine degli anni ’60 e inizialmente veniva chiamato hip hop. Era la musica delle gang, della gente di strada che usava questo modo di cantare per sfogare la rabbia di una vita difficile, spesso ai margini della società.images

La sua diffusione è andata sempre crescendo, e adesso anche in Italia abbiamo i nostri rapper e un grande pubblico che li segue.

I rapper per pubblicare i loro dischi si appoggiano a case discografiche. I manager di queste case si recano agli incontri di free style dove i cantanti si sfidano, due alla volta, improvvisando rime l’uno contro l’altro. I più bravi vengono scelti dai produttori, che fanno firmare loro un contratto e poi registrano i pezzi.

gara di freestyle
gara di freestyle

La passione per il rap sta dilagando tra ragazzi, anche molto giovani; c’è qualcosa in questi testi “arrabbiati” che suscita una forte attrazione, ma è anche la musica, il ritmo, la sonorità ripetitiva che trascina e coinvolge.

Alla domanda specifica, Mattia risponde e ci spiega: “Quando io sento la musica il cuore mi inizia a battere più forte, mi chiudo in me stesso e sento tutta la musica: il sottofondo, il dj, le casse, il coro. A me piace il rap perché quando lo ascolto sento tutto professorè, il rap è passione, non è solo parolacce”.

Poi ci fa ascoltare alcuni pezzi sui video di youtube, che la maggior parte della classe un po’ già conosceva.

Eccone uno qui, per chi è un appassionato, per chi non li conosce, per chi vuole condividere con noi 5 minuti del suo tempo.

Buon ascolto!

Mattia, Gioia, Michele, Mariadele

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Auto-intervista immaginaria :)

Attigliano, martedì 19 gennaio 2016

Tutta la scuola secondaria di Attigliano oggi è in gita, precisamente in visita al monastero  di Farfa. O meglio, quasi tutta! Con mia grande sorpresa (e non solo!!) nei locali scolastici vagabondano due anime erranti e minorenni (appartenenti al girone della 2C), che hanno preferito non passare a casa nove lunghe e noiosissime ore.

Con i professori superstiti li vediamo alacremente all’opera e dunque rivolgiamo loro la seguente intervista.

INT: Che cosa provate esattamente nell’essere qui adesso?

Meless: All’inizio ero un po’ dispiaciuto per non essere andato in gita. Mi sono trovato isolato, a tu per tu con il professor Del Signore, eccellente insegnate, che si è preso cura delle mie carenze in geometria e mi ha illuminato la strada verso la risoluzione dei problemi.

Aurore: Anch’io sono stata sommersa da tristezza e disgusto, nei primi minuti, poi ho sperimentato una via di mezzo tra il divertimento e la noia.

INT: Che effetto fa la scuola senza studenti?20160119_160103

Meless: Una liberazione: per la prima volta nella mia vita di studente, ho avuto l’opportunità di alzarmi senza essere ripreso, camminare lentamente verso la finestra e guardare ammirato il panorama…20160119_160036

Aurore: Un grande sollievo: nessuno strillo, nessun rompiscatole, libertà quasi totale.

INT: Potresti descrivermi che cosa state facendo adesso?

Meless: Dopo la dipartita di Del Signore, si è avvicendata un’altra professoressa, con la quale avremmo dovuto condividere il nostro “triste ma non troppo” destino per altre quattro ore. Poi, rovistando nei meandri della scuola, ci siamo imbattuti in decine di rotoli polverosi e dimenticati: le carte geografiche.

20160119_125322Aurore: Sotto gentile invito della docente maggiorenne, armati di scotch, forbici e carta bianca, ci siamo dati da fare. Abbiamo restaurato le mappe rovinate e le abbiamo classificate per luogo, anno di edizione e scala di riduzione. Olè!

20160119_130950INT: Avete lavorato bene?

Meless: Direi proprio di sì. Abbiamo viaggiato per tutto il globo con un rotolo di scotch e un paio di forbici. Altro che monastero di Farfa!!

Aurore: C’étè pas mal!

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Come avete potuto vedere, non tutti i mali vengono per nuocere!

Vi aspettiamo con ansia, cari compagni di classe.

 

 

 

Il bello di Minecraft

Il 18 novembre è stato il turno di Niko che ci ha voluto parlare di Minecraft, della sua storia e di come si gioca.

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Notch

Minecraft è un videogioco di sopravvivenza pixellato (cioè formato da cubi) creato da Notch.

Notch è il nickname di Markus Persson, un programmatore svedese di 36 anni. Nella vita reale Persson aveva un fratello che si chiamava Brine, il quale morì poco prima che lui portasse a termine il gioco (circa 4 anni fa), e per ricordarlo “mise” il personaggio del fratello dentro il gioco e lo chiamò Herobrine.

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Herobrine

Oggi giocano a Minecraft più di 2 milioni di persone.

Steve
Steve

Il personaggio principale di Minecraft è Steve, ed è colui che risponde ai nostri comandi. Il gioco permette di plasmare e costruire diversi tipi di blocchi cubici nel mondo virtuale in cui si viene proiettati all’inizio.

Ci sono diverse modalità per giocare (sopravvivenza, estrema, creativa, avventura e spettatore) e 5 livelli di difficoltà.

Per far diventare il gioco più difficile si aggiungono dei mob

mob Creeper
mob Creeper

(cioè mostri) in tutti i mondi, ad esempio: zombi, scheletri, creeper, ghast, blaze, slime, silverfish, pigman, ragni velenosi… ecc.

Alla fine del gioco si dovrebbe sconfiggere sia il Wither,

Wither
Wither

un animale nero a tre teste (un chiaro riferimento a Dante!!) che spara bombe, sia l’Enderdragon, cioè un drago femmina (l’unico mob di cui si conosce il sesso) che se ti viene addosso ti fa volare lontano tutto ammaccato!!

Ender dragon
Ender dragon

Minecraft, dice Niko, è un gioco interessate ed emozionante che fa scoprire sempre cose nuove. Imita la vita reale e ti senti come se fossi un creatore di mondi.images

E allora? Crafta, piazza blocchi e non uscire mai di notte…

Niko, Myrea, Matteo, Elisa

Oggi parlo io: merende a scuola

“Oggi parlo io”: questo il titolo che abbiamo scelto per un progetto in via di sperimentazione che la classe 2°A della Secondaria di Giove sta portando avanti in collaborazione con le professoresse Contaldi e Bombara.

In un’ottica di condivisione della conoscenza, e perché no anche della didattica, e riflettendo sulla sproporzione in classe tra lo spazio di parola dei docenti e quello degli alunni, abbiamo proposto che un giorno a settimana, nell’ora di italiano, gli alunni a turno avessero la possibilità di sedersi in cattedra e presentare al resto della classe un argomento a scelta, con dibattito a seguire. L’alunno di turno dovrà preparare a casa non solo i contenuti da esporre, ma anche le modalità, tenendo conto del pubblico a cui si rivolge e organizzando una scaletta con tempi previsti e uso di materiali vari se previsti (ad esempio video, fotografie, file audio, mappe, articoli, oggetti ecc..). Totale libertà e supporto dell’insegnante, se richiesto, anche solo sotto forma di consigli…

La proposta ha avuto immediata adesione, abbiamo stabilito un calendario, scritto i titoli e dato inizio ai lavori.

Col tempo i ragazzi acquisiscono sicurezza e capacità di parlare in pubblico, sperimentano innovazioni, ci parlano di ciò che a loro piace. E’ bello vedere gli sguardi attenti e interessati dei compagni, anche per un’ora di seguito, e partecipare al dibattito che segue.

Prima importante scoperta: la passione premia. In altre parole quando si parla di qualcosa che coinvolge personalmente il conferenziere, questo inevitabilmente accende curiosità, perché si può toccare con mano qualcosa di vero, di credibile. E’ anche un modo per conoscersi meglio, senza pregiudizi, e lasciare spazio allo stupore.

Abbiamo poi deciso di scrivere collettivamente un articolo per ogni “lezione” e condividerlo con tutti voi nel nostro giornalino online.

Ci piacerebbe che questo divenisse uno spazio aperto a tutti, dove anche gli altri studenti di tutte le scuole possono, se vogliono e in maniera del tutto personale, raccontarci di ciò che loro interessa. Questo il nostro invito.

Professori per un giorno? Perché no?

Merende a scuola

Bentrovati!

Siamo la 2°A della scuola secondaria di Giove e vi presentiamo il primo articolo, scritto in gruppo, che riporta i contenuti della prima esposizione di una nostra compagna all’interno del progetto “Oggi parlo io”.

Con un po’ di emozione l’11 novembre inaugura Denisa, con un argomento che le sta molto a cuore, e ci porta a riflettere su una presenza costante di ormai quasi tutte le scuole: il distributore automatico di bibite e di vivande.

Anche noi nella nostra scuola ne abbiamo una, e all’intervallo spesso gli alunni si accalcano per prendere le merendine, le bibite e altre innominabili cose da mangiare!

L'assalto delle 11
L’assalto delle 11

Noi vorremmo proporre l’eliminazione dalla scuola del distributore e cercheremo di spiegare il perché.

Per prima, una questione di salute.imgres

Se si mangiano patatine, merendine eccetera, la grande quantità di grassi, zuccheri e conservanti presenti andranno a danneggiare, se assunti frequentemente, la nostra salute.

Un buon 70-80% dei ragazzini in sovrappeso (causa errata alimentazione) hanno buone possibilità di diventare adulti obesi e di sviluppare malattie come il cancro, il diabete e l’infarto.

Poi, una questione economica.images

Se un ragazzino prende un tè freddo alla macchinetta spende 1 euro, invece comprando la confezione da 24 al supermercato la spesa si riduce a 60 centesimi.

Ciò significa una spesa mensile di 20 euro, usando il distributore a scuola, a fronte di 12 euro, facendo la spesa al supermercato.

Infine, la questione psicologica.imgres-1

Invece di schiacciare pulsanti per avere cibi (che, bisogna dirlo, piace un po’ a tutti), non sarebbe male portarsi la merenda da casa, magari alzandosi cinque minuti prima e imparando a prepararsi un buon panino!

Pensando a possibili soluzioni, se non tutti fossero d’accordo a eliminare il distributore, si potrebbe sostituire le vivande attualmente presenti con cibi più salutari, biologici, ad esempio.

Vi invitiamo a riflettere sulla cosa e, se non vi abbiamo convinto, forse potreste confrontarvi con chi ha partecipato all’incontro sull’alimentazione intitolato “Cosa mangiano i nostri ragazzi” del 14 novembre 2015 tenuto a Lugnano dalla professoressa Belfiore.

Alla prossima!

 

Denisa, Cecilia, Samuele Ch., Sara

Ipresepe vivente dei bambini di Penna

 

Finalmente riusciamo a pubblicare l’articolo sulla nostra Manifestazione Natalizia. La stesura è stata lunga e il lavoro di selezione  delle immagini è stato  piuttosto difficile perché avevamo tante foto da scegliere. Alla fine , per far capire a tutti il nostro lavoro, le abbiamo inserite quasi tutte!! Speriamo vi piacciano e la visione non vi annoi troppo, noi ci siamo divertiti molto!!!

 

Nel mese di novembre a noi bambini della Scuola Primaria di Penna è venuta l’idea di realizzare un presepe vivente. Così il 21 dicembre, nella nostra Manifestazione Natalizia lo abbiamo messo in scena nelle vie del centro storico del paese. Abbiamo rappresentato tutti  i personaggi principali, vestiti con costumi tipici dell’ epoca di Gesù che sono stati confezionati dalle nostre mamme, nonne e da alcune signore di Penna.

Ecco le immagini che descrivono il nostro PRESEPE VIVENTE

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L’ ambientazione del nostro presepe: piazza S. Valentino e le vie del centro storico

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I personaggi prendono posto

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La magia del presepe ha inizio:i narratori presentano le scene

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L’Annunciazione dell’ Angelo a Maria

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Le donne che prendono l’acqua alla fontana

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Le  lavandaie

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Il fornaio  e gli assistenti _DSC4460

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Maria e Giuseppe arrivano a Betlemme……..

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……….chiedono un po’ di pane…_DSC4458

 

Preparazione del pane

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Le donne che filano

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Maria e Giuseppe chiedono una coperta

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Gli albergatori al lavoro

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Maria e Giuseppe chiedono ospitalità negli alberghi

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Nel primo albergo non c’è posto….._DSC4465

 

…secondo tentativo fallito!!! _DSC4471

 

Terzo tentativo…..ancora nulla…._DSC4472

 

Fallimento totale!!! Non c’è proprio posto!!_DSC4474

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Il calzolaio e il falegname DSC_0007

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Parlano di Maria e Giuseppe

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Il calzolaio al lavoro

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Il falegname al lavoro…_DSC4482DSC_0009 DSC_0058

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Una donna indica la grotta a Maria e a Giuseppe

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Maria e Giuseppe si avviano verso la grotta  _DSC4484  DSC_0074 DSC_0075

Giuseppe accende un fuoco per scaldarsi

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E’ nato Gesù!!

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L’Angelo annuncia la nascita di Gesù ai pastori

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I pastori ascoltano l’annuncio dell’Angelo…………..

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……………..e  si avviano verso la grotta   DSC_0092

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Finalmente arrivano alla grotta!!

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Tutti adorano il Bambino Gesù………….

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………e gli portano i loro doni    DSC_0101 DSC_0103  DSC_0108 DSC_0110 DSC_0113 DSC_0114 DSC_0115

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Arrivano i Re Magi                       DSC_0135

 

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e portano i loro doni

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“Sia gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”

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Concludiamo con dei canti natalizi

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A sorpresa i genitori hanno cantato con noi e ci hanno fatto felici

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Lancio finale dei cappelli!!!!

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Ringraziamenti e saluti al pubblico presente intervenuto numeroso

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Sorpresa finale con Babbo Natale!!!

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BACK STAGE…..

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L’idea di fare un Presepe vivente è stata fantastica.

Ci piacerebbe ripeterla perché è stata un’esperienza favolosa ed è piaciuta alla gente che l’ha visto.

Gli alunni della Scuola Primaria di Penna