Martin Luther King e il suo sogno

I bambini della quarta elementare di Attigliano hanno svolto un lavoro sulla pace facendo un cartellone con tutti i sogni sulla pace dei bambini. Ci siamo ispirati dal sogno di Martin Luther King che trascriviamo qui sotto:

io ho un sogno….

che un giorno sulle rosse colline

della Georgia, i figli di coloro

che un tempo furono schiavi

e i figli di coloro che un tempo

possedettero schiavi,

possano sedere insieme al tavolo

della fratellanza….

 

Martin Luther King

Ecco il nostro cartellone:

cartellone-intero

Ed ecco le nostre nuvolette:

aliceandreadesireeelenafrancescogaiaisabellalucalucrezialudovicariccardorobertatommaso

Annunci

Gita al frantoio con bruschetta

Venerdì 13 Novembre siamo andati al frantoio con tutta la scuola per vedere la lavorazione delle olive e come esse si trasformano in olio. Siamo andati a piedi attraverso un sentiero di campagna completamente circondati dalla natura. Era una giornata bellissima, il sole era luminoso e splendente, i suoi raggi penetravano tra le foglie trafiggendo il bosco come frecce.  L’aria fresca e frizzante, le foglie marroni  e marcite cadute   sul sentiero,  a tratti fangoso e quelle che iniziavano ad ingiallirsi sui rami, ci facevano  chiaramente capire che l’autunno si era ormai impadronito del bosco. Le nostre grida festose e il vociare continuo rompevano il silenzio dei luoghi attraversati impedendoci di ascoltare le voci della natura; solo a tratti si udivano il fruscio delle foglie tra i rami e il crepitio dei nostri passi sui ciottoli o sulle ghiande cadute

IMG_3045 IMG_3046

Giunti alla  fine della strada di campagna , proprio nel punto in cui essa incontra la strada asfaltata che porta ad Orte, un altro paesaggio si presentava ai nostri occhi: eravamo completamente immersi nella nebbia! Non più colori intorno a noi ma solo grigio, grigio l’asfalto, grigia l’aria che ci circondava e perfino gli ulivi nel campo,  che si intravedevano al di là della strada, si abbinavano benissimo a questa atmosfera con le loro foglie grigio argento.

IMG_3065 IMG_3064

Ed ecco, alla fine , spuntare in mezzo a questa  atmosfera, a tratti fiabesca, il nostro frantoio.

IMG_3068

Arrivati a destinazione, gli addetti alla lavorazione delle olive ci hanno accolto nella sala dove vengono depositate, pesate e registrate  le cassette con le olive, in attesa di essere macinate.

IMG_3070

Appena entrati abbiamo subito avvertito uno strano odore, forte e acuto che abbiamo scoperto essere quello tipico delle olive. Infatti eravamo completamente circondati da cassette colme di olive verdi e nere.IMG_3086 IMG_3074

Cristian, l’addetto alle macchine, ha rovesciato delle cassette nel grosso imbuto della “macchina deramifogliatrice”  che subito si è messa in azione soffiando via le foglie e mandando le olive  in un tubo collegato con il piano inferiore. IMG_3084

Vista questa prima fase , nel rumore assordante della macchina che lavorava, siamo scesi al piano di sotto dove iniziava la lavorazione vera e propria. Qui il rumore si faceva ancora più forte e fastidioso perché le macchine in funzione erano tante: c’era innanzitutto la “mola”, formata da due enormi ruote di cemento che giravano in un grosso contenitore, che schiacciava le olive riducendole in poltiglia; poi l’impasto passava nella “gramola” che lo amalgamava per bene facendolo assomigliare quasi ad una marmellata, successivamente esso veniva spalmato su dei dischi di corda chiamati “fiscoli” i quali, imbottiti come un panino con questa pasta, venivano messi uno sopra l’altro dalla “macchina impilatrice”   a formare una specie di torre gigante. IMG_3088   IMG_3090  IMG_3093

Quando la “torta a ripiani” formata di “fiscoli – panini imbottiti” di pasta di olive era pronta, gli operai la mettevano nella “pressa” dove l’impasto veniva spremuto.

IMG_3096

Il liquido che usciva andava in una vasca sotto il pavimento e da lì raggiungeva un altro macchinario: “il separatore” che,  come in una centrifuga, separava  l’acqua, che era di un colore molto scuro, dall’olio, che invece usciva dalla parte opposta ed era di un colore verde brillante.

IMG_3098

Ecco, finalmente il ciclo di lavorazione  era finito, le nostre olive si erano trasformate in un olio fresco, denso, verde e profumato che veniva messo in contenitori di acciaio in attesa di essere ritirato dai rispettivi proprietari. IMG_3097

Immersi in questi odori e rumori   e camminando su un pavimento a tratti reso scivoloso dalle sostanze grasse della lavorazione, siamo usciti all’aperto. Nel frattempo la nebbia si era dileguata lasciando nuovamente il posto  al sole. Non restava che assaggiare questa delizia, infatti Viola,  la mamma di Monika, insieme ad Amintore , il responsabile del frantoio, ci avevano preparato una bellissima sorpresa: una fragrante  e deliziosa bruschetta con l’olio appena spremuto.

IMG_3129     IMG_3108

Tutti facevamo a gara per assaggiarla ma tanto ce n’era abbastanza . Con il sapore di olio fresco in bocca abbiamo atteso l’arrivo dei nostri genitori giocando, facendo foto e disegni su quello che avevamo visto.

IMG_3114  IMG_3122

IMG_3123  IMG_3124

IMG_3125  IMG_3134

IMG_3135 IMG_3136

Questa visita è stata un’esperienza molto bella ,divertente, interessante e utile perché abbiamo fatto scuola in modo diverso, siamo stati a contatto con la natura, abbiamo  conosciuto  cose nuove  e abbiamo capito come  viene prodotto l’olio di oliva in modo del tutto semplice e naturale.

Testo elaborato collettivamente dagli alunni delle classi 4° e 5° della Scuola Primaria di Penna.

Incontrare il barocco guidati da Caravaggio

Quest’anno all’inizio della scuola la maestra è arrivata in classe dicendoci che avremmo conosciuto un nuovo artista: Caravaggio. Abbiamo saputo che insieme a tutte le altre classi saremmo andati in gita a Roma a visitare la galleria Borghese. Prima di andare a Roma abbiamo fatto tante attività in classe.  Un giorno le maestre ci hanno divisi in gruppi formati da bambini di classi diverse. Ad ogni gruppo è stato dato un quadro, insieme lo abbiamo osservato e abbiamo disegnato il particolare che ci ha colpiti di più. I quadri erano: Il Giovane con il canestro di frutta, il Bacchino malato, La madonna dei palafrenieri e Davide e Golia. Poi abbiamo incontrato il papà di Tommaso Fontana, che di lavoro fa l’archeologo, che ci ha raccontato tante cose sulla storia di Piazza Navona. Ci ha parlato della fontana dei Quattro fiumi, della fontana del Moro e di quella di Nettuno. Un martedì pomeriggio è venuta a scuola Monica, la mamma di Jasmine, che è un’esperta d’arte e ci ha raccontato tante cose sui quadri di Caravaggio.  A questo punto eravamo pronti per andare a Roma!

La galleria borghese, così appassionante da rimanere a bocca aperta
Arrivati a Roma siamo subito entrati all’interno di Villa Borghese. Fatta la fila è iniziato il nostro viaggio nella Galleria. Eravamo molto stupiti da quanto grande era la prima sala, da quanto era appassionante così colorata e ricca di particolari, insomma siamo rimasti a bocca aperta.
Per prima cosa abbiamo ammirato la statua di Paolina Bonaparte che la rappresentava distesa su un letto con l’aria molto pensierosa. Poi abbiamo visto la statua di Apollo e Dafne, che ci racconta il momento in cui Apollo, che era innamorato di Dafne, la rincorre per i boschi. Dafne chiede aiuto alla Luna che la trasforma in un albero di alloro. In un’altra stanza abbiamo riconosciuto Davide che con la fionda stava per colpire Golia.  Poi abbiamo visto la statua del Ratto di Proserpina, che è bellissima.  Ci ha colpiti vedere le lacrime di Proserpina che sembravano vere e la mano di Ade che la afferra con forza. Quando siamo entrati nella stanza di Caravaggio eravamo molto emozionati perché c’erano i quadri che avevamo osservato a scuola. C’erano tutti e ognuno di noi si dirigeva verso quello che aveva conosciuto e disegnato.

Ho capito barocco vuol dire un po’ troppo!
Finalmente a Piazza Navona siamo rimasti sconvolti alla vista di quella galassia di persone. In confronto alla grandezza della piazza ci sentivamo dei moscerini, la Fontana dei Quattro fiumi ci ha fatto venire le vertigini e le statue a guardarle sembravano prendere vita. Dopo una lunga osservazione della fontana siamo andati a visitare la Chiesa di Sant’Agnese. La cappella sembrava un’esplosione di colori, tanto che Jenny ha detto che forse la parola barocco vuol dire “un po’ troppo”, come un testo pieno pieno di aggettivi. Abbiamo anche conosciuto diversi artisti di strada,  c’era chi dipingeva con le bombolette , c’erano dei trasformisti e dei musicisti che suonavano degli strumenti molto particolari.

La parte più divertente e più segreta della gita: il viaggio stratoscopico  in pulman
E’ arrivato il momento di ritornare verso Giove. Tutti sul pulman, ognuno al proprio posto chi chiacchierava con il compagno di viaggio, chi giocava alle carte UNO. Qualcuno dormiva, quando improvvisamente l’autista ha acceso lo stereo e ha messo la musica a palla!!! Ci siamo messi tutti a ballare e ci siamo divertiti da matti. Poi sfortunatamente siamo arrivati a Giove ed è finita la nostra bellissima gita.

La classe quinta della S.P. di Giove

Incontro con Luca Leone su Srebrenica

Martedì 27 ottobre alle 9:00 siamo andati al castello di Alviano per incontrare il giornalista Luca Leone, che ci ha raccontato la sua esperienza durante la guerra di Srebrenica.

Il giornalista Luca Leone
Il giornalista Luca Leone

All’inizio il preside ha fatto una breve introduzione, con la quale ci ha presentato Luca Leone, e ci ha detto di cosa avrebbe parlato. Quando il preside ha finito di parlare, ha dato la parola a questo giornalista che ci ha illustrato attraverso varie immagini, ma anche a parole, la guerra che si è svolta dal 1991 al 1995 (quindi parliamo di 20 anni fa) tra due paesi dell’Ex Iugoslavia, cioè la Bosnia Erzegovina e la Serbia.

Leone ha incominciato dicendo che i comandanti principali furono Milosevic, che arrivò al potere in Serbia nel 1989, e il generale Ratko Mladic che, con i suoi assassini, prese Srebrenica. Quel 12 luglio cominciarono le torture, i rastrellamenti e le mattanze.

Le donne furono separate dagli uomini e venivano sottoposte a stupri da parte dei paramilitari e dagli ufficiali solo per divertirsi. Leone è stato molto chiaro sulle torture e ci ha fatto un esempio che ci ha lasciato a bocca aperta … : tutti comandanti tenevano nel taschino della divisa dei cucchiai con i bordi affilati con i quali cavavano gli occhi alle persone. Con questo esempio ci ha dimostrato quanto potessero essere pesanti le torture. Inoltre, ci ha detto che i caschi blu olandesi aprirono le porte del “campo und”, cioè la loro base operativa. Erano lì perché erano stati mandati dall’Onu (Francia, Gran Bretagna, Cina, Russia e Stati Uniti). Finita la spiegazione alcuni di noi hanno fatto domande per approfondire alcuni punti di questa guerra.

Per concludere Leone ci ha fatto vedere un video dove una ballerina girovagava per Srebrenica per rivivere quei momenti di grande umiliazione, perché quella di Srebrenica è la storia di un’umiliazione, e poco importa se sia stata l’ Onu a essere umiliata da Mladic. Quello che conta è che Srebrenica è stata tradita dal mondo. Ringraziamo Luca Leone per averci aperto gli occhi su un fatto accaduto veramente poco tempo fa.

Cerimoniale in memoria del ventesimo anniversario della strage.
Cerimoniale in memoria del ventesimo anniversario della strage.

 

Articolo della IIIC, SS1 di Attigliano

Il genocidio di Srebrenica

Il giorno 27 ottobre 2015 dalle ore 9:00 alle ore 12:15 noi ragazzi della II e della III C di Attigliano, insieme ad altre classi degli altri plessi dell’Istituto, siamo andati al castello d’Alviano per assistere ad una conferenza sulla strage di Srebrenica tenuta dal giornalista Luca Leone.

Il reporter ha fatto un rapido excursus sulle cause della guerra jugoslava e poi si è dedicato alla spiegazione del conflitto serbo-bosbiaco. Nel 1992, dopo che la Bosnia-Erzegovina dichiarò la sua indipendenza dalla Serbia, iniziarono le stragi e le rappresaglie da parte delle formazioni dei paramilitari serbi e croati sulle minoranze etniche musulmane. Tra i vari episodi di violenza e barbarie, si è parlato diffusamente del genocidio di Srebrenica.

I luoghi del conflitto
I luoghi del conflitto

In questa cittadina l’11 Luglio 1995 vennero catturati ed uccisi oltre 10 mila uomini fra i 12 e 76 anni. Le vittime furono cittadini bosniaci musulmani, assediati da oltre tre anni dalle forze serbo-bosniache agli ordini di Ratko Mladic. Tutto ciò è avvenuto nonostante ci fosse la presenza di 400 caschi blu dell’ONU, che non sono intervenuti nella difesa della popolazione. Ancora oggi non sono stati recuperati e identificati tutti i corpi, dal momento che ogni tanto vengono scoperte nuove fosse comuni. Ci hanno colpito alcuni episodi particolari di questo massacro, come il fatto che i caschi blu dell’ONU riuscirono a portare in salvo solo 5 mila persone, rinchiudendole in un ex complesso industriale, ma senza motivo lasciarono fuori 3 mila persone che non sopravvissero. Altri fatti cruenti furono le violenze sulle donne e la strage di bambini. Alla conclusione dell’episodio alcuni nostri compagni hanno posto dei quesiti al giornalista su come fosse la vita quotidiana dei ragazzi in quel periodo e sul motivo per cui ancora oggi la maggior parte dei responsabili non sia stata ancora punita.

Infine abbiamo visto un filmato che mostrava i danni provocati dalla guerra sulle abitazioni e le immagini riguardanti i generali maggior protagonisti questo genocidio.

Conoscere questo episodio e poter parlare con una persona che ha visto con i propri occhi questa violenza ci ha fatto meditare sull’importanza della pace e della diplomazia per evitare di ricorrere alla forza bruta, e sulla necessità di essere sempre informati ed istruiti sulle vicende che si svolgono quotidianamente nel mondo.

Numero delgi uomni e ragazzi uccisi nella strage.
Numero degli uomini e dei ragazzi uccisi nella strage.

Articolo della IIC, SS1 di Attigliano

Si comincia

Si comincia

Ecco a voi l’annuncio che aspettavate da tempo: Plaggastory è nato!!

Il giornale on line dell’Istituto Comprensivo Attigiano Guardea è on line e attende i vostri articoli e la vostra attenzione.

A qualcuno sarà sfuggito l’acronimo con cui abbiamo giocato così ve lo spieghiamo subito:

Penna

Lugnano

Alviano

Giove

Guardea

Attigliano

Copertine_IC_Attigliano-1